Parroco arrestato sospeso da incarichi

Don Giovanni Desio
Don Giovanni Desio

Ravenna, 6 aprile 2013 – E’ stato sospeso da tutti gli incarichi ecclesiastici, e sarà anche “oggetto di un procedimento al nostro interno”, don Giovanni Desio, il parroco di 52 anni, da 13 in servizio alla chiesa di Casalborsetti, sul litorale ravennate, arrestato ieri mattina dalla polizia nell’ambito di un’indagine anti-pedofilia. Ad annunciarlo è stato il vescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, poco prima di celebrare in mattinata la messa nella parrocchia rivierasca di fronte a poche decine di fedeli.

Gli abusi sessuali attribuiti a don Giovanni Desio vengono ricondotti ad almeno 4-5 ragazzini di età tra i 14 e i 15 anni, non tutti della medesima parrocchia. Il sacerdote è accusato di adescamento, atti sessuali con minorenni e sostituzione di persona. Le indagini, oltre che sull’esame delle intercettazioni, proseguono sugli elementi sequestrati in canonica, tuttora sigillata.

“I fatti sono gravissimi. E’ vero che c’erano state polemiche dopo l’incidente”, ha aggiunto il vescovo, alludendo alla notte del febbraio scorso in cui don Desio, con un suv Bwm nuovo da 35 mila euro e un tasso alcolemico di quasi quattro volte il limite (1.81), era finito nel canale di Casalborsetti dopo avere urtato un’auto in sosta. “Tuttavia non mi potevo certo aspettare nulla di quanto accaduto. Chiederemo un momento di preghiera per le vittime e le loro famiglie. E anche per don Giovanni, perché per lui c’è la necessità di recuperare un percorso normale”. Monsignor Ghizzoni, tornato apposta da una ‘due giorni’ ad Assisi (Perugia) con i ragazzi della Diocesi, ha anche esortato i fedeli a essere uniti: “Siamo di fronte a un peccato dal punto di vista morale e a un reato dal punto di vista penale, oltre che a un disturbo di qualche tipo perché certamente occorre curare una persona così”. Il vescovo ha infine sottolineato che “ci dobbiamo impegnare a dare sostegno alle vittime e collaborazione agli inquirenti”.

Tra il materiale sequestrato figurano il computer del prete, diverse foto, appunti, agende, materiale tecnologico e alcuni giochi. L’ipotesi di reato di sostituzione di persona, a quanto si è appreso, fa riferimento alle circostanze nelle quali poche settimane fa si era aperta l’inchiesta, coordinata dal Pm Isabella Cavallari. In quell’occasione il padre di un giovane aveva notato un messaggio sul profilo Facebook del figlio che aveva attirato la sua attenzione: il sospetto è che possa averlo scritto don Desio, utilizzando l’identità e la password del ragazzo al fine di autosostenersi, a nome del giovane, dopo l’incidente che a febbraio lo aveva visto finire ubriaco nel canale con il suo costoso suv Bmw da 35.000 euro. L’interrogatorio di garanzia del sacerdote, difeso dall’avvocato Enrico Maria Saviotti, è stato fissato per domani mattina davanti al Gip Rossella Materia, la stessa che aveva firmato la misura cautelare carceraria scrivendo, tra l’altro, che “di fronte a figura con spiccata spregiudicatezza e capacità a delinquere” e con “totale assenza di freni inibitori”, la sua condotta “poteva essere contrastata solo attraverso la misura estrema di cautela”. Sulla vicenda di don Desio è tornato questa mattina, con un nuovo tweet, il sindaco Fabrizio Matteucci. Ieri aveva scritto che “il cuore della città sanguina”, oggi aggiunge che “Ravenna è attonita. I bambini sono il bene più prezioso. La comunita’ chiede verità limpide, assunzione di responsabilita’, giustizia severa”.

L’unico ad avere finora avuto la possibilità di fare visita in carcere a Ravenna a don Desio dopo l’arresto è stato il cappellano della casa circondariale di Port’Aurea, don Sergio. Quest’ultimo ha riferito di una persona che tutto sommato sta bene, in relazione alla portata della vicenda che lo ha travolto. L’unico parente stretto del don, che è originario del Milanese, è l’anziana madre: il compito di avvertire la donna è probabilmente toccato a uno zio che era stato avvisato dell’accaduto poco dopo l’intervento della polizia. Non è escluso che nelle prossime ore la squadra mobile possa compiere un nuovo sopralluogo nella canonica di Casalborsetti, sul litorale ravennate, da ieri sigillata dopo la notifica della misura cautelare al sacerdote.

La misura restrittiva a carico di don Giovanni Desio, si è intanto appreso, è stata decisa per il presunto pericolo di reiterazione del reato: in un’intercettazione il sacerdote avrebbe fatto riferimento alla possibilità di poter conservare la patente, nonostante l’incidente dello scorso febbraio, per tutto periodo di Pasqua e di conseguenza di poter avere un momento di svago con uno dei ragazzini presumibilmente abusati. Le verifiche sul don erano scattate proprio dopo l’incidente stradale di due mesi fa, quando il sacerdote era finito in un canale con il suo nuovo suv Bmw da 35mila euro, che guidava con un tasso alcolemico di 1.81. Per la smania di trovare solidarietà contro gli articoli apparsi dopo l’episodio sulla stampa, aveva scritto messaggi in Rete sfruttando anche l’identità di un’altra persona: questo fatto aveva determinato i primi accertamenti. (ANSA).