Cassazione: per esuli giuliano-dalmati nessun altro risarcimento

tribunale giudici giustiziaRoma, 7 aprile 2014 – Gli esuli giuliano-dalmati non hanno diritto ad alcun ulteriore indennizzo da parte dello Stato italiano per i beni di loro proprieta’ che sono stati espropriati o nazionalizzati dalla ex Jugoslavia perche’ si trovavano sui terreni ceduti a seguito del trattato di pace del 1947 al termine del secondo conflitto mondiale. Lo ha stabilito la suprema corte di Cassazione, con una sentenza della Sezioni Unite Civili (n.8055-14), che ha rigettato il ricorso presentato dagli eredi di alcuni esuli giuliano-dalmati contro la decisione della corte d’appello di Trieste di non concedere loro alcun indennizzo o riconoscimento di danni oltre quello concesso negli anni Cinquanta ma ritenuto “irrisorio”. La causa era stata avviata contro la presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero dell’Economia e delle Finanze sostenendo che “il pregiudizio subito dagli esuli giuliano-dalmati sarebbe sproporzionato ed eccessivo, avendo essi pagato con i loro beni un debito appartenente all’intera collettivita’ nazionale ed essendo l’indennizzo, ad essi corrisposto dopo lungo tempo, del tutto simbolico”. “La pretesa dei ricorrenti – scrivono i supremi giudici – di vedersi riconoscere dallo Stato italiano, per l’espropriazione da parte del governo Jugoslavo dei beni situati nei territori ceduti a seguito di Trattato di pace conseguente agli eventi bellici del secondo conflitto mondiale, un indennizzo pieno ancorato al valore venale attualizzato di quei beni, o un risarcimento del danno, anche di natura non patrimoniale non trova fondamento nel testo della normativa di settore”. Per i giudici della Corte di Cassazione non puo’ essere imputabile allo Stato italiano neanche la violazione della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’uomo in merito al modesto indennizzo che venne concesso agli esuli in rapporto al reale valore dei beni poiche’ “la privazione dei beni si e’ verificata ad opera di uno Stato straniero, la Jugoslavia, al quale il territorio su cui essi si trovavano e’ stato ceduto dall’Italia, soccombente nel conflitto bellico” e la “assicurazione della pienezza dei diritti patrimoniali non puo’ essere richiesta allo Stato italiano che delle violazioni di quei diritti non e’ l’autore”.(AGI)