Bufera Ugl: “500mila euro finiti sui conti del segretario Centrella”

centrellaRoma, 15 aprile 2014 – Quasi mezzo milione di euro, che era nella disponibilita’ dell’Ugl e che, invece, tra bonifici e prelievi, e’ finito, su disposizione del segretario generale Giovanni Centrella su conti correnti intestati a lui stesso o alla moglie Patrizia Lepore. E’ l’ipotesi di lavoro che sta seguendo la procura di Roma che questa mattina ha dato incarico al nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza di perquisire l’abitazione di Centrella e gli uffici del sindacato in via Margutta nell’ambito di un’inchiesta che vede indagati per associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita la coppia di coniugi e il vicesegretario Ugl, Laura De Rosa. Oggetti di pelletteria, orologi, abiti griffati, gioielli e acquisti al supermercato. Sono alcune delle spese, attribuite al segretario generale dell’Ugl Giovanni Centrella e alla moglie Patrizia Lepore, su cui si stanno svolgendo accertamenti per capire se siano lecite o se facciano parte dei fondi sottratti al sindacato. L’inchiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Stefano Pesci sulla gestione illecita di fondi privati (l’Ugl, come i sindacati, e’ un’associazione non riconosciuta che non ha obblighi di bilancio ma ‘deve’ comunque utilizzare al meglio i denari degli iscritti) nasce da una segnalazione di operazione sospetta da parte di un istituto di credito all’Uif di Bankitalia. All’attenzione di chi indaga ci sono spese anomale o singolari che sembrano non trovare valida giustificazione, a partire dal 2012 anche se la condotta illecita attribuita agli indagati parte dal 2010, l’anno in cui Centrella viene nominato segretario generale Ugl, dopo le dimissioni di Renata Polverini, candidata (vincente) alla presidenza della Regione Lazio. Le perquisizioni sono state disposte al fine di acquisire ulteriore documentazione.

CENTRELLA DAL PM, “IO ONESTO MA PRONTO A FARE PASSO INDIETRO”
Si e’ presentato dal pm Stefano Pesci nella speranza di poter chiarire in tempi rapidi la sua posizione ma dovra’ pazientare ancora un po’. Solo dopo le festivita’ di Pasqua, Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl indagato con la moglie e la vicesegretaria per associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita dei fondi del sindacato, spieghera’ come “tutto sia tracciabile e documentabile” e che la questione “ruoti attorno all’uso di 37 carte prepagate affidate ad altrettanti segretari confederali per le spese di rappresentanza”. “Io sono onesto – ha detto Centrella – e ho fatto in modo che tutto si svolgesse all’insegna della trasparenza. Ho convocato per stasera la segreteria dei confederali, allargata ai vari Dipartimenti, dai quali ho avuto tanta solidarieta’ per quanto accaduto oggi. Ebbene, se mi si chiedesse di fare un passo indietro, non avrei problemi a farlo”. Centrella, accompagnato dall’avvocato Irma Conti, ha spiegato ai giornalisti di aver voluto introdurre nel 2010 l’uso di queste carte prepagate, “intestandole a me stesso, cosi’ ciascuno, sulla base dei propri giustificativi, puo’ ricevere il rimborso di quanto speso. Per quello che mi risulta non ci sono spese anomali o singolari. E anche l’importo complessivo della somma, stando al decreto di perquisizione, e’ di molto inferiore a mezzo milione di euro. Abbiamo un milione e 800mila iscritti e non sono stati intaccati i soldi di nessuno. Alcuni mesi fa, poi, queste carte sono state disattivate perche’ temevo che fiscalmente potessi avere problemi. Ma tornando indietro rifarei la stessa cosa, salvo rendere nominative le carte prepagate. In ogni caso – ha proseguito Centrella – non esiste alcuna legge che imponga di presentare il bilancio perche’ il sindacato e’ un’associazione non riconosciuta. Nonostante cio’, io ogni anno sottopongo al vaglio del Consiglio Nazionale e dei revisori dei conti la contabilita’ dell’Ugl, proprio perche’ tutto avvenga nella massima trasparenza”. Centrella ha aggiunto di aver fiducia nella magistratura e nell’attivita’ della Guardia di Finanza “anche se in Italia purtroppo basta poco per cadere in problemi di questo tipo, essendo questo un sistema sbagliato. Non intendo dimettermi perche’ non ho commesso reati. Ho un reddito annuo di 120mila euro per cui posso permettermi di comprare quello che voglio senza prelevare qualcosa dai fondi dell’Ugl: sono anche un consigliere Cnel e dipendente Fiat. Sono un operaio metalmeccanico – ha ricordato Centrella -, nato dal nulla e da quando sono diventato segretario generale ho fatto una sorta di ‘spending review’, risparmiando il piu’ possibile. Adesso con il trasferimento di sede da via Margutta a Botteghe Oscure abbiamo tagliato una spesa di 600mila euro, anche se la situazione finanziaria che ho trovato al mio insediamento all’Ugl era gia’ molto solida, come del resto e’ adesso. In ogni caso non ho nulla da rimproverarmi, molte delle spese che sostengo come segretario generale le ho fatto a mie carico: ad esempio, pochi giorni ho pagato 578 euro per una cena con dirigenti Alitalia con la mia carta di credito”.

Fonte: AGI