Muore in strada colpito da un pugno, il questore agli amici dell’aggressore: “Fatevi avanti”

Zakir HossainLa polizia ha interrogato numerosi testimoni. Oggi saracinesche abbassate e cartelli di solidarietà per il cameriere bengalese

Pisa, 16 aprile 2014 – “Invito gli amici dell’aggressore a farsi avanti e a venire in questura a chiarire la loro posizione. Diversamente rischiano di rispondere del reato di concorso in omicidio”. Lo ha detto il questore di Pisa Gianfranco Bernabei a proposito dell’aggressione di domenica notte costata la vita al cameriere bengalese di 34 anni Zakir Hoassin. “Noi continuiamo intanto le nostre indagini – ha aggiunto – e siamo fortemente determinati a raggiungere al più presto risultati positivi per il nostro lavoro”.
Secondo quanto si è appreso, l’aggressore è un giovane probabilmente italiano di corporatura piuttosto robusta, palestrato e che indossava un giubbotto. Dalla ripresa della videocamera, si apprende da fonti investigative, l’uomo aveva un atteggiamento particolarmente spavaldo mentre la vittima resta passiva e cerca di evitare qualunque provocazione prima del pugno fatale.
Muore in strada colpito da un pugno

Un aggressore ubriaco, o comunque in evidente stato di agitazione, che tenta in ogni modo di attaccare briga, magari anche pronunciando qualche frase razzista. E’ la dinamica che sembra convincere di più gli investigatori.
Il cerchio attorno all’aggressore, spiegano gli investigatori, si stringe. La polizia sta visionando filmati e ascoltando testimoni. L’omicida era insieme a tre amici, che hanno provato a dissuaderlo, senza riuscirci.
Tutte le ipotesi sul movente, comunque, sono ancora al vaglio. Con il passare delle ore sembra però cadere quella che ieri si era diffusa sui social network e relativa all’ultima moda denominata knockout game, che porta a colpire con un pugno uno sconosciuto scelto a caso per poi allontanarsi.

La squadra mobile ha già sentito numerosi testimoni che hanno aiutato a ricostruire la dinamica dei fatti, probabilmente, al di là delle immagini riprese dalla telecamera di video sorveglianza urbana che si trova proprio di fronte al luogo dove è stato colpito Zakir Hoassin.
Intanto oggi saracinesche abbassate e tanti cartelli di solidarietà appesi alle vetrine delle attività commerciali di via San Bernardo e piazza Gambacorti, a Pisa più conosciuta come piazza della Pera, per testimoniare vicinanza a Zakir Hoassin, che in patria lascia una moglie e tre figli, e a tutta la comunità bengalese.
Ieri sera in piazza della Pera, a pochi passi dal luogo dell’aggressione, la comunità bengalese si è riunita per una manifestazione spontanea chiedendo verità e giustizia e annunciando un corteo per venerdì quando a Pisa, dove vivono circa 1.500 bengalesi, è atteso anche l’ambasciatore del Bangladesh. A Comune e Regione Toscana è stato chiesto di farsi carico delle spese per il viaggio in Italia dei familiari di Hoassin, che era a Pisa dal 2009 e che da due anni lavorava presso il ristorante indiano Tandoori dal quale era appena uscito quando è stato aggredito. Nel punto dove ha sbattuto la testa una mano anonima ha lasciato ieri sera una rosa bianca.

Fonte: La Repubblica