«In India per abbracciarlo nella terza Pasqua lontano»

maròRoma, 20 aprile 2014 – Caro direttore, il tema della libertà di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone resta nel cuore del popolo italiano. Gli italiani non dimenticano, e trepidano per il loro ritorno. Ora sono a Nuova Delhi per abbracciare Massimiliano. Il viaggio è stato lungo e pesante. Da Taranto raggiungo in auto Bari, da qui ha inizio un itinerario in aereo che mi porta a Roma, scalo a Francoforte, e poi fino alla capitale indiana. Sarà la terza Pasqua vissuta sospesi in questo limbo: la prima è passata con Massimiliano detenuto in India; la seconda in Italia, pochi giorni dopo il ritorno in patria temporaneo del 21 marzo 2012. Non pensavo ci potesse essere una terza ricorrenza vissuta così. Per la prima volta dopo due anni, trascorreremo insieme la Pasqua, parteciperemo alla Santa Messa a Nuova Delhi, ma la comunità famigliare non potrà dirsi riunita: i figli di Massimiliano sono rimasti in Italia. Ho portato qui le lettere della sua mamma: non potendo essere qui, tiene una dolcissima corrispondenza epistolare con suo figlio. Il soggiorno alla fine dura sempre troppo poco e il distacco è dolorosissimo. C’è sempre una forte preoccupazione, il tempo passa e si accumulano tanti stati d’animo di inquietudine: non c’è spensieratezza. Siamo percorsi da sentimenti contrastanti: c’è la gioia dell’incontro e la ferita dell’imminente nuova lontananza. Vorremmo coltivare aspettative, ma ogni volta le nostre speranze vengono disattese e creano un muro interiore che ci impedisce di sognare, per paura di soffrire di nuovo. Vorremmo sognare, vorremmo poterlo fare, intimamente però siamo frenati dal timore di una nuova doccia fredda. Il dolore della distanza è lenito solo in parte dai mezzi di comunicazioni moderni che ci consentono di dialogare, e soprattutto dall’affetto di tanti italiani comuni. Nei prossimi giorni ci sarà una mobilitazione via Twitter per la libertà dei fucilieri di Marina e il Comune di Roma illuminerà il Colosseo per reclamare l’immediata liberazione dei nostri Leoni: noi ringraziamo tutti i sostenitori di questa causa, per la generosità impagabile con cui non ci fanno mai sentire soli. Negli ultimi mesi abbiamo avuto segnali concreti di attenzione e impegno da parte delle istituzioni per arrivare alla risoluzione della querelle giudiziaria e diplomatica: si sta lavorando per questo ogni giorno, e come afferma il ministro degli Esteri Federica Mogherini, con impegno incessante e massima discrezione. Non abbiamo mai smesso di immaginare il giorno in cui usciremo da questo tunnel: sarà una liberazione, torneremo finalmente alla nostra vita normale. Sarà una gioia per noi e per l’Italia che vedrà così finalmente rimarginarsi una ferita alla dignità nazionale. Ps. Attraverso le pagine de «Il Tempo», Massimiliano coglie l’occasione per ringraziare tutti gli italiani che gli scrivono ogni giorno via Facebook e Twitter per dimostrare solidarietà e concreta vicinanza, ricambiando con affetto gli auguri di Buona Pasqua ricevuti.
di Paola Moschetti, compagna del marò Massimiliano Latorre

Fonte Il Tempo