Pinete sotto sequestro: la Finanza mette i sigilli alle baracche dei rom

pineta rom finanzaRoma, 21 aprile 2014 – Baraccopoli sotto sequestro nella pineta delle Acque Rosse. Su disposizione della magistratura, la Guardia di Finanza ha apposto i sigilli all’area verde occupata da un accampamento rom. Un provvedimento che ha una duplice valenza: mettere in mora l’amministrazione locale a provvedere alla tutela ambientale di quel terreno diffidando gli occupanti che entrandovi rischiano l’arresto. Mossa a sorpresa da parte del gruppo Ostia della Guardia di Finanza. Gli uomini delle Fiamme Gialle, agli ordini del colonnello Teodoro Gallone, su autorizzazione della Procura della Repubblica di Roma, hanno apposto i sigilli in diversi punti di parchi pubblici esposti a degrado e alle occupazioni da parte di senza fissa dimora. L’area più estesa sottoposta a sequestro è quella della pineta delle Acque Rosse, nel perimetro compreso tra la stazione elettrica, via dei Romagnoli e largo delle Marianne. In quella zona sorge un grosso accampamento abitato anche da donne e bambini, tutti romeni che si dedicano alla riciclo di paccottiglia raccolta nei cassonetti. Già un anno fa i finanzieri assunsero un’iniziativa analoga che, specie della pineta di Castelfusano, ha prodotto il risultato del rapido allontanamento spontaneo da parte di diversi senza fissa dimora.
«Questo provvedimento – spiega il colonnello Gallone – si prefigge diversi obiettivi. Da una parte quello di effettuare una sorta di mappatura delle aree di degrado e di incuria nei parchi pubblici. Dall’altra, ha il senso di segnalare all’amministrazione locale e sollecitarla ad operare per rimuovere quelle condizioni di rischio. Infine, fissa limiti precisi, pena l’arresto, a chi continua a vivere in quegli accampamenti e, quindi, viola i sigilli del sequestro». Nell’area delle Acque Rosse l’ultimo censimento effettuato dalle autorità colloca circa 65 senza fissa dimora. «Siamo particolarmente soddisfatti di questa iniziativa da parte della Guardia di Finanza – commenta il presidente dell’associazione cinofila ”Acqua Rossa”, Amedeo Paglia – Speriamo che produca interventi immediati rispetto all’allarme che stiamo lanciando da anni».
di Giulio Mancini
Fonte Il Messaggero