Caso Expo, ora è guerra in Procura

Boccassini e Bruti LiberatiRenzi: c’è l’impegno da parte del governo a essere “operativi nel rispetto di tutte le scadenze

Roma, 13 maggio 2014 – Le iniziative del pm Alfredo Robledo “hanno determinato un reiterato intralcio alle indagini” sull’Expo. Lo scrive il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati in una nota al Csm, nella quale osserva che l’invio da parte di Robledo al Csm di copie di atti del procedimento ha anche “posto a grave rischio il segreto delle indagini”.

Tra gli episodi che Bruti cita c’e’ anche quello di un doppio pedinamento che avrebbe potuto compromettere l’inchiesta: “Robledo pur essendo costantemente informato del fatto che era in corso un’attività di pedinamento e controllo su uno degli indagati svolta da personale della polizia giudiziaria, ha disposto, analogo servizio delegando ad altra struttura della stessa Gdf” scrive il procuratore, spiegando che “solo la reciproca conoscenza del personale Gdf che si è incontrato sul terreno ha consentito di evitare gravi danni alle indagini”.

 

RENZI A MILANO. “Serve un fisco all’altezza delle aspettative, quello attuale non è pensabile”. Così il premier Matteo Renzi si impegna alla riforma fiscale incontrando imprenditori e commercianti sull’Expo alla Camera di Commercio di Milano.

“Da qui ai prossimi mesi diecimila cantieri nelle scuole” annuncia Renzi in conferenza stampa a Milano dove questa mattina ha visitato anche una scuola locale. “Pensiamo che dare un messaggio alla scuola voglia dire dare un messaggio all’intero Paese”.

“Chiedo una mano al tessuto produttivo milanese, serve uno sforzo in più. Perché cambi il clima nel nostro paese e torni la speranza, non c’è dubbio che il governo centrale deve intervenire con sempre maggiore presenza ma chiedo una mano a voi” ha anche detto il premier.

Per l’Expo c’è l’impegno da parte del governo a essere “operativi nel rispetto di tutte le scadenze, come l’Italia sa fare quando è sotto pressione”, con “coraggio e grazia” ha garantito.

“Chi ruba va fermato, ma non si fermano le opere. Non è accettabile che ci sia chi oggi in una logica disfattista dica ‘fermiamo Expo’. Di fronte al malaffare non si fermano i lavori pubblici. Lo stato e’ più grande e forte dei ladri” ha poi aggiunto.

“Expo deve diventare fiore all’ occhiello del nostro paese. Da qui al 2015 il governo dovrà fare le riforme che servono per diventare un paese orgoglioso del passato e geloso del proprio futuro” ha anche detto Renzi.

“Milano è per l’Italia un punto di riferimento, siamo ad un passaggio delicato ma chiave e strategico. Se vinciamo la sfida facciamo l’Italia, se ci tiriamo indietro non siamo l’Italietta ma siamo incoerenti” ha continuato il premier

Renzi prima del vertice sull’Esposizione universale ha visitato la scuola elementare Massaua con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Diverse decine di alunni della scuola milanese lo hanno accolto nel cortile, con i genitori e i nonni in curiosa attesa oltre alla recinzione, fra il ‘pubblico’ anche una decina di insegnanti della scuola San Giusto che, indossando cappelli da cuoco, hanno mostrato all’indirizzo del premier dei cartelloni per chiedergli di ”salvarli” dal passaggio alla competenza statale da quella comunale, considerata rischiosa.

“Voi siete molto importanti, anche se non votate: datemi una mano a cambiare l’Italia” ha detto il premier agli alunni. Agli alunni il capo del Governo ha donato una copia della Costituzione, il testo “che ci fa stare insieme” e ha elogiato il ruolo degli insegnanti.

Il premier alla sede della società Expo è stato poi contestato da alcune decine di manifestanti. Gridando ‘vergogna, vergogna’ con cartelli e bandiere rosse con la scritta ‘stop sfratti, sgomberi e pignoramenti’ si sono avvicinati alla sede di Expo poco dopo l’arrivo del premier Matteo Renzi. I contestatori hanno urlato ‘Expo è una truffa‘ e hanno esposto cartelli con la scritta ‘una sola grande opera, casa per tutti’.(ANSA)