Dell’Utri: Libano, ‘qui le regole non le stabilisce Orlando’

dell'utriPortavoce ministero Giustizia, ‘siamo un Paese sovrano’

Roma, 13 maggio 2014 – La giustizia libanese “lavora secondo le regole prescritte dalla legge libanese, non dal ministro italiano”, perché “il Libano è un Paese sovrano”. Lo ha detto all’ANSA il giudice Ahmad al Ayubi, portavoce del ministero della Giustizia di Beirut per il caso Dell’Utri, in merito ai commenti fatti dal ministro Andrea Orlando.

Il Libano prenderà una decisione sulla richiesta di estradizione per Marcello Dell’Utri “nei termini più brevi”, ha precisato poi Ayubi. Alla domanda se ciò possa avvenire entro la settimana, ha risposto: “Nulla lo impedisce, ma non ho conoscenze in merito”.

L’ex senatore agli arresti
Ammanettato dietro la schiena e scortato da quattro agenti armati di mitragliette che hanno tenuto lontani i giornalisti con modi molto decisi: così, ancora da detenuto, Marcello Dell’Utri ha lasciato il Palazzo di Giustizia di Beirut al termine del primo interrogatorio di un magistrato libanese dal momento del suo arresto, un mese fa.
Mentre le procedure per la decisione sulla richiesta di estradizione dall’Italia sembrano subire un’accelerata. Dell’Utri, in maglietta, pantaloni blu e con ancora al polso il braccialetto dell’ospedale, ma rasato e ben curato, è stato portato con un’ambulanza in tarda mattinata dalla clinica Al Hayat, dove è ricoverato, al Palazzo di Giustizia.

Il colloquio con il magistrato, con traduzione arabo-italiano di un’interprete dell’ambasciata, è durato circa un’ora e mezza. L’avvocato dell’ex senatore, Akram Azoury, non ha voluto rivelare nulla sui contenuti dell’interrogatorio, limitandosi a dire che il suo cliente “era lucido e ha risposto con puntualità alle domande”. La Procura generale presso la Cassazione dovrà inviare le sue raccomandazioni al ministro della Giustizia di Beirut, che prenderà la decisione se concedere o meno l’estradizione.

Il relativo decreto dovrà essere firmato dal primo ministro e dal presidente della Repubblica. “Non so quali saranno i tempi necessari per esprimere le nostre valutazioni”, si è limitata a dire la sostituta procuratrice Nada Al Asmar, che su delega del procuratore generale Samir Hammud ha sentito Dell’Utri. Ma secondo fonti legali locali il fatto che l’interrogatorio si sia già svolto sembra indicare una volontà di arrivare in tempi rapidi a una decisione.

Il magistrato, infatti, prima di sentire Dell’Utri aveva già dovuto studiare le motivazioni della sentenza di secondo grado della Corte d’Appello di Palermo, arrivata in Procura con la richiesta ufficiale di estradizione solamente giovedi’ scorso.

Oltre al testo della sentenza con la quale la Corte di Cassazione, venerdì, ha confermato la condanna di Dell’Utri a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. In attesa della decisione, l’ex senatore resta in detenzione. Tuttavia, ha sottolineato l’avvocato Azoury, “il procuratore generale può decidere in qualsiasi momento di trasformare la detenzione in altre misure”.

Non si può quindi escludere la possibilità di una concessione degli arresti domiciliari. (ANSA).