Svizzera: bocciato referendum su salario minimo “d’oro” da 3.270 euro

svizzeraGli exit poll segnalano una prevalenza di ‘no’ per il salario minimo di 22 franchi (18 euro) all’ora. Sì invece al divieto per i pedofili di lavorare accanto ai bambini

Ginevra, 18 maggio 2014 – E’ stato bocciato il referendum per introdurre il salario minimo in Svizzera di 22 franchi (18 euro) all’ora, il più alto del mondo. La maggioranza dei cantoni lo ha respinto: per essere approvato il testo aveva bisogno della doppia maggioranza degli elettori e dei 26 cantoni della Confederazione.

L’introduzione di questo salario minimo avrebbe avuto effetti pesanti per l’economia visto che a tutti i lavoratori sarebbe stato garantito uno stipendio minimo pari a 3.270 euro. Si sarebbe trattato di una retribuzione minima più che doppia rispetto a quella di 8,50 euro all’ora della Germania e dei 10,10 dollari proposti negli Usa da Barack Obama.

I sostenitori del sì, il sindacato Sgb e Verdi e socialisti, affermavano che il costo della vita è altissimo, con un lavoratore su dieci che fatica a pagare l’affitto e solo il 40% delle professioni che è coperto da contratto collettivo. Gli imprenditori elvetici avevano ribattuto che un salario minimo così alto avrebbe bloccato le assunzioni di giovani e la crescita.

Per quanto riguarda gli altri due quesiti associati a questa tornata di referendum, emerge anche la bocciatura dell’acquisto di 22 caccia Gripen dal gruppo aerospaziale svedese Saab che avrebbe richiesto tagli in altri settori tra cui l’istruzione.

Come previsto, invece, sarà quasi certamente approvato il divieto per i pedofili di lavorare accanto ai bambini. Intitolata ‘Affinchè i pedofili non lavorino più con fanciulli’ e promossa dall’associazione ‘Marche blanche’, l’iniziativa chiedeva un divieto definitivo di esercitare un’attività a contatto con minorenni o persone dipendenti per chi è stato condannato per reati sessuali su bambini. Il governo si era schierato contro, ritenendo che le ultime modifiche legislative già consentono di proteggere i bambini e che il testo viola il principio di proporzionalità.
Fonte Il Giorno