Il genero non piace, lo sequestrano e lo torturano per farlo separare

carabinieri 4BREGANZE (VI), 22 maggio 2014 – Un’intera famiglia vicentina, residente a Breganze ma di origini campane, composta da padre, madre e figlio, è finita in carcere per avere sequestrato, picchiato e derubato il marito dell’altra figlia di 27 anni, in quanto contrari al matrimonio celebrato con rito civile nel mese di marzo.
Al San Pio X di Vicenza si trovano rinchiusi Maurizio Pastore, 62 anni, autotrasportatore e il figlio Mirko, 25enne operatore informatico, mentre la donna, Serenella Luciani, 52 anni, impiegata amministrativa, si trova a Montorio Veronese: tutti e tre, che non avevano precedenti penali, dovrebbero essere interrogati domani dai giudici.
La lista di reati a cui dovranno rispondere è lunga: sequestro di persona pluriaggravato, rapina, violenza privata, lesioni pluriaggravate e porto di coltello.
Il fatto è avvenuto ieri mattina alle 8.30, a Trissino (Vicenza) nel piazzale esterno di uno studio medico, situato sopra a un supermercato, dove la figlia doveva recarsi per ritirare un documento.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, padre e figlio, armati di corda e coltello, si sono resi protagonisti di un brutale pestaggio nei confronti dell’uomo, un 41enne ex pugile, che a forza, dopo avergli spruzzato dello spray urticante negli occhi, è stato fatto salire su una Bmw, che poi si è allontanata. In aperta campagna, anche buttandogli addosso dell’acido, l’hanno costretto a firmare un documento in cui si “auto-obbligava” a separarsi prima di liberarlo.
La madre, che ha utilizzato del cloroformio per stordire la figlia nello stesso piazzale, dovrà rispondere anche di rapina per aver sottratto il cellulare, per evitare che la 27enne chiamasse aiuto. Fondamentale l’allarme lanciato al 112 da due cittadini che si trovavano nello studio medico e nel supermercato.

di Luca Pozza
Il Gazzettino