L’ispettore viene assolto Ma la Polizia lo vuole licenziare

poliziaChiuro (Sondrio), 24 maggio 2014 – «Una sentenza mi ha finalmente ridato piena dignità di uomo e di poliziotto, riconoscendo la mia innocenza, dopo un calvario giudiziario durato 4 anni, ma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, forse troppo impegnato nella campagna elettorale, sa che il suo sottoposto capo della Polizia Alessandro Pansa sta per firmare un decreto di licenziamento a mio carico?». L’ispettore capo di Polizia, il 50enne valtellinese Mauro Tavelli di Chiuro, affida il suo sfogo agli avvocati di fiducia Fabrizio Consoloni e Nicoletta Manca del Foro di Lecco.

In servizio alla questura di Milano, il 28 dicembre 2010 venne condannato a 7 anni e 2 mesi per favoreggiamento della prostituzione, atti osceni, concussione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In Appello la pena, a fine giugno 2011, fu ridotta a 5 anni e un mese. Poi il 15 ottobre dell’anno dopo la Cassazione decise che il processo doveva essere azzerato e rifatto. Finchè, l’11 gennaio 2013, assistito dai legali lecchesi, finì l’incubo: assolto da tutte le imputazioni.

«Ma intanto Mauro – dichiara il fratello Michele Tavelli, a Chiuro – dopo l’arresto degli ex colleghi della questura di Sondrio, è stato detenuto nel carcere di San Vittore e di Opera per 18 mesi e, poi, posto ai domiciliari per altri 14 mesi, in conseguenza di denunce false e calunniose di alcuni trans clandestini ospitati nel Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano, dove spesso era comandato in servizio dalla questura milanese. In totale 30 mesi di privazione della libertà, pur essendo innocente».

«L’assurdo è che dopo 4 anni di processi e una lunga detenzione – attacca il fratello del poliziotto – a distanza di 16 mesi dall’assoluzione con formula piena, Mauro è ancora sospeso dal servizio e lo hanno sottoposto a procedimento disciplinare in violazione della legge: vi sono sentenze (Corte Costituzionale e Consiglio di Stato) e l’art.653 c.p.p. che stabiliscono la preclusione dell’azione disciplinare quando una persona è assolta con la formula di mio fratello. Nonostante ciò la questura di Milano non lo reintegra e, anzi, ha proposto al Ministero di licenziarlo. Ci sono poliziotti condannati, come quelli per la morte di Aldrovandi, in servizio e lui innocente e assolto che lo vogliono cacciare dalla Polizia».

Fonte: IL GIORNO