Manichino impiccato e minacce di morte al tifoso che ha sparato a Ciro, intervento della polizia

polizia Napoli, 29 maggio 2014 – Choc nel quartiere Sanità a Napoli. A distanza di quasi un mese dai drammatici episodi avvenuti prima della finale di Coppa Italia, le acque sono tutt’altro che calme. Invece di sedare gli animi, si inneggia ancora alla vendetta nei confronti di Daniele De Santis, l’ultrà della Roma indagato per il ferimento con arma da fuoco del tifoso napoletano Ciro Esposito.
In un dedalo di case poco lontano dal dal cimitero delle Fontanelle è infatti apparso un manichino con una corda al collo che indossa una maglia della Roma. Accanto c’è uno striscione che recita così: «Ciro, non faremo festa finché di Gastone non avremo la testa. Romanista infame».

Gli striscioni choc sono stati rimossi nel corso della mattina dalla polizia. Erano spuntati sui resti di una torre medievale, in seguito all’iniziativa di un abitante del rione. Non c’entrerebbero, dunque, frange estreme della tifoseria partenopea.

Gli slogan offensivi non sono stati rivolti solo a “Gastone” De Santis, ma anche a Totti e sua moglie Ilary Blasi. Su un muro, poco distante, è comparsa anche la scritta, in rosso acceso, “Speziale libero” (la stessa apparsa sulla maglia che è costata il Daspo a Genny ‘a carogna) e poi il classico – e doveroso – “Ciro non mollare”. Tutto frutto delle tensioni scatenate all’esterno dallo stadio Olimpico lo scorso 3 maggio e che, a quanto pare, sono tutt’altro che dimenticate.

Sulla vicenda è intervenuta la mamma di Ciro, Antonella Leardi:, che in radio ha detto «Queste cose mi rattristano, Ciro è stato vittima di una violenza e vorrei che nessun altro vivesse ciò che lui sta patendo».

di Marco Perillo
Fonte Il Mattino