Falsi argenti nei negozi del centro, sequestrati oltre 13 milioni di pezzi

finanzaI finanzieri hanno smantellato un’intera filiera di commercializzazione di oggetti preziosi contraffatti: importati dalla Cina, venivano messi in commercio in Italia. I militari si erano insospettiti dai prezzi troppo bassi

Milano, 30 maggio 2014 – Operazione contro la contraffazione tra Milano, Prato, Roma, Viterbo e Napoli. I finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno portato a termine un’importante attività di indagine che ha permesso di ricostruire un’intera filiera di commercializzazione di oggetti preziosi contraffatti. L’ attività ha avuto origine dall’analisi degli esercizi commerciali, in zone centrali di Milano, che sono risultati possessori di specifiche licenze per il commercio di oggetti preziosi.

Tenendo sotto controllo le attività, le Fiamme Gialle hanno notato la presenza di un’ ingente quantità di oggetti preziosi in argento contrassegnati dal titolo “925”, tipica del cosiddetto “Sterling Silver” da cui il nome del l’operazione, ad un prezzo di mercato irrisorio. Insospettiti da questo particolare i militari hanno analizzato gli oggetti messi in commercio attraverso l’ utilizzo di reagentari per verificarne la contraffazione, scoprendo che le collane vendute come preziosi gioielli d’argento altro non erano che semplici oggetti di bigiotteria.

Da questi primi controlli sono partite le indagini su tutto il territorio nazionale che, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Milano , hanno portato all’ effettuazione di numerose perquisizioni in Lombardia e nelle province di Prato, Roma, Viterbo e Napoli. Le attività hanno portato allo smantellamento di un sistema criminale che , dopo aver importato in Italia i monili contraffatti prodotti in Cina , li immetteva in commercio in tutta Italia.

Sono stati sequestrati oltre 13,5 milioni di braccialetti e monili per un contro valore di circa 10,5 milioni di euro. Parte degli articoli era già esposta n ei negozi sottoposti ai controlli e parte era invece stipata in magazzini, pronta per essere commercializzata. Le persone denunciate sono 10, mentre sono stati posti sotto sequestro 2 immobili siti in Campania, utilizzati come opifici, nonché i macchinari presenti e 400 kg di rifiuti speciali non pericolosi dovuti agli scarti della lavorazione.
Fonte Il Giorno