File lunghissime al Cup. Arrivano i Carabinieri

Ospedale SulmonaSulmona, 31 Mag. – I biglietti per prenotare gli esami specialistici sono stati ritirati mezz’ora prima della chiusura dello sportello, scatenando la protesta dei pazienti culminata con l’arrivo dei carabinieri. È accaduto al Cup del Santissima Annunziata, che rischia la chiusura se presto non sarà alleggerito delle sue mansioni. L’affollamento spinge ogni giorno i dipendenti a togliere i biglietti delle prenotazioni prima del tempo previsto. Un’operazione forse necessaria, che tuttavia risulta di difficile comprensione a chi è rimasto a fare la fila, e che ha spinto venti persone a rivolgersi al Tribunale per i Diritti del Malato per il disservizio. Persone giunte da fuori città che avevano bisogno di prenotare esami. Una protesta, e non la prima, che ha «costretto», il responsabile della struttura, Edoardo Facchini a chiamare i carabinieri. Per far fronte all’annuale problema del Cup sembra esserci una sola soluzione. Trasferire parte delle prenotazioni in un altro luogo. Le uniche trasferibili sarebbero quelle del laboratorio analisi che permetterebbero il pagamento del ticket direttamente allo sportello. A proporre la soluzione arriva è il direttore sanitario, Anna Maria Colizza, secondo la quale l’affollamento del Cup deriva proprio dalle prenotazioni per i prelievi di sangue. Ma a creare problemi alla struttura sanitaria, così come ha sottolineato ieri mattina Facchini, sono sia le carenze strutturali sia quelle materiali. Se per un esame di Ecodoppler si deve aspettare un anno e tre mesi nel reparto di Urologia, eccellenza del Centro Abruzzo fino a qualche mese fa, calano gli interventi chirurgici. E questo perché ancora non viene nominato un primario che si occupi dell’organizzazione del reparto. Come sempre, però, a pesare in modo particolare è l’avvio dei lavori per la nuova struttura, che nonostante i numerosi proclami, ancora sembra essere in stand by. Tutti i pazienti che dovranno sottoporsi agli esami del sangue potranno ijn futuro rivolgersi direttamente al piano terra dell’ospedale, proprio nell’atrio del laboratorio analisi, nella speranza che venga alleggerita la pressione al Cup. Si attende. Ma nel frattempo la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila chiede, attraverso una delibera, l’individuazione di una struttura di 2.500 metri quadrati per la dislocazione degli uffici e di alcuni centri specialistici come il Cim e gli ambulatori racchiusi nello stabile di via Gorizia. Per il tibunale dei diritti del malato, tuttavia, rappresenta solo uno sperpero di soldi, visto che la Asl sta pagando fior di affitti per strutture che non vengono più utilizzate come l’ex palazzina De Chellis. «Le necessità di questo ospedale sono sotto gli occhi i tutti – ha sottolineato Facchini -. La direzione generale deve dirci seriamente cosa vuole fare di questa struttura, unica dell’Abruzzo interno, e come affronterà le tante carenze strutturali presenti». Sembra già che per la prossima settimana sia stato calendarizzato un sopralluogo al quale parteciperà proprio la Colizza.
Barbara Delle Monache
Fonte: Il Tempo
Fonte: Il Tempo