Scajola: “ho scritto un appunto per i legali di Matacena”

scajolaReggio Calabria, 31 maggio 2014 – Un appunto scritto a mano su carta intestata della Camera dei Deputati con indicazioni da inviare agli avvocati di Matacena. L’appunto e’ contenuto nel verbale dell’interrogatorio coi pm dell’ex ministro Claudio Scajola, verbale secretato e depositato, zeppo di omissis, al Tribunale del riesame dopo i ricorsi presentati dai legali di alcuni indagati nella medesima inchiesta “Breakfast”.
“Lo Speziali – spiega Scajola ai pm – mi propose un incontro con Chiara Rizzo e un consigliere di Gemayel per affrontare l’argomento. Seppi da Speziali che a tale incontro non avrebbe preso parte il consigliere di Gemayel qualche giorno prima della data fissata, tanto e’ vero, se ben ricordo, che mi era stato detto che avrebbero mandato una lettera, che lo Speziali riferiva a Gemayel. Ricevuta questa missiva ho poi predisposto un appunto in cui indicavo i punti che Speziali mi aveva detto di portare all’attenzione degli avvocati del Matacena per la procedura di asilo”. Speziali e’ l’imprenditore di origini calabresi che, secondo l’accusa, sarebbe stato l’uomo su cui Scajola, arrestato per procurata inosservanza di pena, si appoggiava nel progetto di trasferire Amedeo Matacena da Dubai in Libano, dove secondo il piano avrebbe avuto asilo politico. L’appunto, tra le carte sequestrate a Scajola, e’ un foglio di carta intesta della Camera dei Deputati, in cui e’ scritto a mano: “1) Evidenziare la condanna di reato associativo per mafia inesistente nel codice libanese 2) Persecuzione di carattere giudiziario per finalita’ politiche 3) storia della palingenesi dei processi 4) supplica di asilo per fini umanitari e di carattere medico”.
Ancora, nell’appunto vi e’ scritto: “Consegna diretta all’Ambasciata di Roma” e infine “dovra’ essere compiuto immediatamente dopo l’insediamento del nuovo esecutivo”.
La lettera che Scajola spiega ai pm inizia con “Mon cher Claudio”, ovvero “Caro Claudio”, e termina con “Amicalement” ovvero “amichevolmente” sarebbe “una missiva di Speziali a Gemayel”, uomo politico libanese di primo piano. Si tratta di un fax scritto in francese, una lettera di 19 righe datato 20 marzo 2014 alle ore 12.49, all’interno di una cartellina verde che la segretaria di Scajola, Roberta Sacco, ha spontaneamente consegnato durante la perquisizione dello studio, in via Matteotti di Imperia, dell’ex ministro. “Confermo che si tratta della missiva di cui ho parlato prima, che io colloco qualche giorno prima dell’incontro con Speziali del 16 gennaio 2014. L’appunto aggiuntivo potrebbe essere stato vergato di suo pugno dallo Speziali in occasione dell’incontro avvenuto nella data indicata. Certo non e’ di mio pugno”. Lo ha detto Claudio Scajola durante l’interrogatorio ai pm che gli hanno mostrato la missiva in francese, sequestrata nel suo studio di Imperia, e allegato un appunto vergato a mano. “Scajola non scrive mai appunti in corsivo”. Lo ha detto ai pm durante l’interrogatorio la segretaria dell’ex ministro Claudio Scajola, Roberta Sacco. In tal modo la Sacco conferma quando detto ai pm dallo stesso Scajola a proposito dell’appunto su carta intestata della Camera dei deputati: “Certo non e’ di mio pugno”.(AGI)