Offese su Facebook, denunciate tre donne

polizia postale3Hanno indirizzato insulti on line ad una ragazza. La polizia postale querela per diffamazione una quarantatrenne e due giovani di 17 e 18 anni

Ferrara, 1 giugno 2014 – Continuano a crescere le denunce per diffamazione che hanno per oggetto messaggi ritenuti offensivi e pubblicati sulla rete internet. Da qualche tempo, e lo confermano gli addetti ai lavori, le querele inerenti questo tipo di reati commessi ‘on line’ hanno superato le segnalazioni che coinvolgono mezzi di comunicazione più tradizionali, come la carta stampata.
Nonostante ciò – e nonostante le notizie che sempre più spesso vengono divulgate su questo tema – molti cittadini non sono ancora coscienti del rischio in cui si può incorrere pubblicando sui social network giudizi per potrebbero essere ritenuti ingiuriosi dai bersagli di commenti o espressioni più o meno volgari, lesive o insinuanti. Violazioni che vengono perseguite a norma di legge esattamente come avviene per quelle che utilizzano altri canali: tv, radio, giornali.
Il caso più recente, a Ferrara, riguarda tre persone, tutte donne e tutte denunciate: una quarantatreenne e due ragazze di 17 e 18 anni. A innescare la contesa che si è accesa su “Facebook” è stato lo screzio fra due ragazze, una delle quali è figlia della donna di 43 anni. Una vicenda che forse in altri tempi si sarebbe risolta diversamente, comunque senza coinvolgere lo sterminato pubblico dei social network.
La diatriba è invece salita di tono ed è approdata sulle pagine e sui profili di “Facebook”, il più diffuso ‘social’ del pianeta. Il tono dei post ha poi convinto la destinataria, cioè la ragazza che aveva litigato con la figlia (non denunciata) della quarantatreenne, a presentare denuncia alla polizia postale. Messaggi considerati da lei ingiuriosi sono stati pubblicati sia dalla madre dell’altra ragazza coinvolta nella lite che da due amiche di quest’ultima, una delle quali minorenne. Le indagini degli agenti della sezione di Polizia Postale di Ferrara hanno poi consentito di individuare le autrici dei post ‘incriminati’ che ora dovranno presentarsi davanti al giudice e rischiano una condanna.

Fonte LanuovaFerrara