«Vale muore sempre»: il medico insulta la sorella della ragazza morta a Orbetello

valentina colRoma, 2 giugno 2014 – «Valentina è morta. Amen». «Valentina muore sempre». «Che capisci? Scemetta piena di pregiudizi». Valentina è Valentina Col, la 17enne di Montesacro morta inspiegabilmente il 25 agosto scorso in un ospedale del Grossetano dopo quella che sembrava una banale caduta in spiaggia avvenuta dieci giorni prima. A scrivere su Twitter quelle frasi indirizzate alla sorella della ragazza, la 24enne Martina, è un anestesista dell’ospedale dove è avvenuto il decesso, Giovanni Pasetti, che difende i colleghi e attacca la famiglia della ragazza.

L’indagine Gli insulti sono la reazione a un post pubblicato sul social network dalla sorella di Valentina il 25 maggio. Martina parla del senso di «ingiustizia» per la morte di Vale, in riferimento alla richiesta di archiviazione della procura di Grosseto per l’inchiesta sui 10 medici indagati. Su Twitter Martina pubblica anche un’intervista, realizzata dal Tg3, in cui i genitori di Valentina chiedono di sapere «la verità» sulla scomparsa della figlia. È a quel punto che l’anestesista inizia ad accusare la giovane: «Ma quanto è potente la tua famiglia? Non vedo ragione per questo accanimento contro l’ospedale di Orbetello». E ancora: «Ma quale ingiustizia? Si potrebbe ripetere 20 volte il percorso. VALENTINA MUORE SEMPRE», scritto tutto in maiuscolo. Di nuovo: «Valentina è morta, punto. AMEN».

La sorella di Valentina risponde semplicemente: «Ah capisco, sei un anestesista di Orbetello!» e il medico passa agli insulti: «Capisci cosa? Scemetta piena di pregiudizi». E più avanti: «Sentiamo un’altra scemenza, su». La famiglia Col non ha ancora deciso se portare avanti contro il medico un’azione legale. «Gli insulti non sono troppo pesanti – dice la mamma della ragazza, Francesca – ma dimostrano l’assenza totale di sensibilità nei confronti di una ragazza che neanche un anno fa ha perso la sorella e che giustamente vuole avere risposte di fronte al vuoto in cui si è ritrovata».

L’ispezione La famiglia Col ora aspetta la decisione del giudice per le indagini preliminari, sperando che non venga accolta la richiesta di archiviazione del pm. Anche perché l’indagine degli ispettori del Ministero della Salute a dicembre ha emesso un verdetto di segno opposto rispetto alla Procura: secondo gli esperti ministeriali quella di Valentina è stata «una morte evitabile quindi prevenibile», avvenuta per colpa di una serie di imperdonabili «superficialità» commesse dai medici di Orbetello. Il rapporto finale della Commissione ha accusato il reparto che aveva in cura Valentina di non avere rispettato il «protocollo» standard. In particolare, scrivono gli ispettori, non è stata compilata «la prescritta scheda di valutazione del rischio tromboembolico, così come stabilito dalle procedure della Regione Toscana. Se quella scheda fosse stata compilata, a Valentina sarebbe stata somministrata l’apposita profilassi tromboembolica». E forse si sarebbe salvata.
di Lorenzo De Cicco
Fonte Il Messaggero