«C’è un neonato nel cassonetto». Scatta l’allarme, poi la sorpresa

cassonettoVenezia, 24 giugno 2014 – Correte, fate presto. C’è un bambino che piange, abbandonato dentro il contenitore della Caritas». Quando alla centrale operativa arriva una segnalazione del genere, c’è poco tempo per pensare e ancor meno per verificare. Si parte all’impazzata, preparati ovviamente al peggio.

È quello che hanno fatto domenica mattina carabinieri e vigili del fuoco, allertando anche un’ambulanza del 118 partita all’istante. D’altronde l’allarme era molto credibile: una signora stava gettando le immondizie nel cassonetto quando ha sentito provenire quei gemiti prolungati dal contenitore della Caritas, quello dove si raccolgono indumenti usati destinati alle persone povere.

Si è avvicinata, ha accertato che si trattava del classico pianto disperato di un neonato e ha subito telefonato alle forze dell’ordine. È successo attorno alle 11.30 in via Gramsci a Mirano, all’incrocio con via Kennedy.

Subito si è creato un grande trambusto: l’arrivo della pattuglia del nucleo radiomobile e della squadra dei pompieri ha catturato l’attenzione di decine di miranesi che si sono riversati in strada per capire cosa stesse succedendo, pochi minuti dopo è piombata sul posto anche l’equipe del Suem dall’ospedale di Mirano: «Una volta estratto, quel bambino avrà certamente bisogno di cure urgenti», ha pensato più di qualcuno con grande apprensione.

E invece, per farlo smettere di piangere, è bastato togliere le batterie: il bambino era in realtà un bambolotto parlante, uno di quei giocattoli di ultima generazione che riproducono suoni praticamente identici a quelli reali.

Pensando di fare una buona azione, qualcuno ha lasciato nel contenitore il giocattolo con ancora le pile dentro; è bastato gettare sopra qualcos’altro, schiacciandolo all’altezza del petto, per far partire il suono del pianto senza interruzione. I vigili del fuoco hanno dovuto forzare la campana Caritas per aprirla e recuperare il bambolotto. Alla sorpresa ha fatto seguito un momento di grande ilarità e, soprattutto, un lungo sospiro di sollievo.

Fonte Il Mattino