Acqua rivitalizzata o ionizzata? Esperto consiglia attenzione

acqua25 Giu. – Rivitalizzatori di acqua, “migliorare la crescita delle piante o ridurre la quantità di detersivi utilizzati per lavare”. Attenzione, i produttori di questi impianti, la cui vendita si sta diffondendo online e non solo, sono “gelosi del segreto” della loro tecnologia e “non forniscono informazioni approfondite”, “impedendo controlli seri”. Allo stesso, modo gli apparecchi ionizzatori, cioè che rendono l’acqua alcalina, promettono “risultati sul piano sanitario a dir poco straordinari” grazie alle potenti azioni antiossidanti, ma non sono ancora conformi alla normativa ministeriale e “le loro promesse non sono sostenute da evidenze scientifiche”. A mettere in guardia è Giorgio Temporelli, autore del libro “Acqua: sai cosa bevi? Conoscere e usare consapevolmente la più importante risorsa naturale”.

Rivitalizzata, alcalinizzata, depurata, filtrata con carbone o con la moderna shungite, insaporita con aromi vari. Sono le tante versione commerciali con cui si declina il nome ‘acqua’, protagonista, in tutte le sue sfaccettature del libro di Temporelli, laureato in Fisica, esperto di acqua e autore di numerosi articoli scientifici e libri sul tema. Diversamente da altri alimenti e bevande, non ha conservanti e non ha scadenza, ma riporta spesso sull’etichetta un tempo minimo di conservazione. Per l’Onu è un diritto umano universale. Pochi sanno che all’acqua è stata dedicata anche una Carta pubblicata dal Consiglio Europeo nel 1968. Quello che si sa, invece, è che ne consumiamo quantità incredibili: nel 2008 circa 245 litri a persona al giorno, sommando uso domestico, agricolo e industriale. Cento domane e altrettante risposte sul tema sono contenute nel volume edito da ‘Il pensiero scientifico’: dagli aspetti ambientali a quelli alimentari, dalla legislazione alle modalità di imbottigliamento. Un libro che sfata diversi miti di cui si alimentano le pubblicità di imbottigliatori di acqua, ad l’acqua dura non fa venire i calcoli e quelle con poco sodio non fanno così tanto meglio delle altre. Mentre costituiscono un problema i tanti nitrati presenti ma spesso non riportati in etichetta, derivati dal massiccio uso di pesticidi. Neppure dell’acqua di montagna ci si può fidare. “Quella che ci appare come incontaminata e cristallina non è detto sia potabile”, riporta Temporelli.

Persino quella potabile, inoltre, può non essere innocua, poiché per esser potabilizzata viene sottoposta a trattamenti che la arricchiscono dei sottoprodotti dovuti alla disinfezioni, in primo luogo, il cluoro. Dannosi comunque meno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, del rischio di agenti patogeni.
Fonte: ANSA