I Casalesi dietro ai lavori a L’Aquila. Arrestati sette imprenditori

guardia finanza17L’Aquila, 25 giugno 2014 – I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria dell’Aquila, impegnati nell’operazione `Dirty Job´, hanno eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di L’aquila, 7 ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 3 agli arresti domiciliari), emesse dal giudice delle indagini preliminari Marco Billi nei confronti di altrettanti imprenditori, operanti nella ricostruzione post-terremoto, per i reati, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Da quanto emerge dagli atti, per massimizzare i profitti nei milionari appalti della cosiddetta ricostruzione privata, i sette imprenditori coinvolti si rivolgevano alla camorra, in particolare al clan dei Casalesi, per farsi procurare le maestranze a basso prezzo. Gli indagati dovrebbero essere una ventina tra imprenditori e soggetti che lavoravano per loro. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nei giorni scorsi, in occasione dell’inchiesta sulle tangenti negli appalti per chiese e beni culturali, aveva invitato le istituzioni a vigilare proprio sulla ricostruzione privata.

Gli imprenditori coinvolti nella vicenda sono i fratelli Dino e Marino Serpetti, Alfonso, Cipriano e Domenico Di Tella, oltre all’ex presidente dell’Aquila Calcio, Elio Gizzi, tutti e sei aquilani; l’ultimo è Michele Bianchini, di Avezzano (L’Aquila).In carcere sono finiti i tre Di Tella e Bianchini. Ai domiciliari i due Serpetti e Gizzi. Perquisizioni sono state effettuate nelle province di L’Aquila, Caserta e Roma con l’impiego di circa 150 finanzieri appartenenti a diversi reparti.

I provvedimenti sono l’esito di una complessa indagine sull’infiltrazione dei casalesi nel tessuto economico aquilano e, in particolare, nei cantieri della ricostruzione degli edifici privati danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009. L’attività investigativa, coordinata dal procuratore della Repubblica, Fausto Cardella, e dal sostituto David Mancini, è stata svolta dal Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di L’Aquila, con l’ausilio del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma.

Fonte La Stampa