Sindacato di Polizia Siap: “Sicurezza stradale? Non importa a nessuno”

incidente-stradaleLa Polstrada di Piacenza è al collasso“. Sandro Chiaravalloti, segretario generale provinciale Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia) denuncia la diminuzione di auto e personale pattugliante. E poi lancia l’allarme: “Sicurezza stradale? Non importa a nessuno, tanto c’è il Tutor che sforna migliaia di verbali, il che significa milioni di euro nella casse dello Stato“. Il riferimento è all’apparecchio che rileva la velocità media dei veicoli, multando in automatico chi sgarra. La Stradale di Piacenza da anni è impegnata a gestire l’attività burocratica del Tutor, con ben 10 poliziotti e un impiegato civile impegnati nell’attività amministrativa dell’ufficio verbali; nonostante questo viene richiesto ulteriore personale da impiegare e ciò potrebbe voler dire una ulteriore diminuzione del personale pattugliante, già sceso in questi giorni da 21 a 18 unità”.

QUALCOSA NON QUADRA – “La gestione del Tutor, da un progetto iniziale – ricorda il sindacalista – prevedeva un ufficio centrale che gestisse le pratiche amministrative proprio per non distogliere il personale dell’attività di controllo del territorio e quindi della sicurezza stradale. Dopo anni e anni e ulteriori incombenze amministrative dettate anche dal pagamento scontato del 30%, nessuna novità all’orizzonte sull’ufficio centrale“. Alla Polstrada di Piacenza, tra l’altro, da 12 anni non viene assegnato alcun agente di nuova nomina e, nonostante la carenza dei mezzi già segnalata, un’auto è stata appena assegnata alla sezione di Rimini per volere del Compartimento della Polstrada di Bologna, dice ancora Chiaravalloti. “Siamo sempre più al collasso e spero che almeno con le nuove assegnazioni previste alla fine del corso allievi agenti, qualcuno miracolosamente possa essere assegnato anche alla Polstrada di Piacenza. La responsabilità e il buon senso da parte del Siap sono finiti – conclude – in quanto l’amministrazione non dimostra altrettanta responsabilità nei riguardi dei cittadini piacentini e dei colleghi“.

MALESSERE DIFFUSO – Che sulla sicurezza stradale ci sia tanto da lavorare lo confermano anche le recenti parole di Luciano Mattarelli, presidente Anvu (Associazione polizia locale d’Italia). “In merito agli ultimi gravi incidenti stradali che hanno visto morire anche bambini, l’Anvu riteniene necessario e improcrastinabile l’approvazione della norma che istituisca il reato di omicidio stardale“. Mattarelli conferma però la propria critica alle istituzioni, “in quanto non ci sono pattuglie sulle strade“. Nonostante quello che si esterna ufficialmente, “specie la notte, non ci sono quasi più pattuglie. Grandissime responsabilità hanno le amministrazioni locali che impegnano la polizia in servizi d’ufficio (pratiche e scartoffie), in particolare nei medi e piccoli comandi“. L’Anvu ritiene necessaria la presenza fisica degli agenti, fermi a bordo strada con la paletta in mano. “Basta con gli autovelox tagliola che i cittadini percepisco solo come strumenti oer fare cassa“. La polizia locale “ha come compito primario – dice Mattarelli – lo svolgimento di attività di polizia stradale, ma l’attività di polizia stradale non si fa appioppando le multe per divieto di sosta e piantonando l’autovelox, Se si continua a cercare altre soluzioni, dovremo continuare ad assistere all’incremento del fenomeno. Non si può fare il pane con la segatura“.

DA VALUTARE CON EQULIBRIO – Da un lato, non è corretto demonizzare Tutor (che comunque migliora la sicurezza stradale) e autovelox (anche se in quest’ultimo caso c’è da discutere parecchio sull’uso eccessivo che ne fanno sempre più Comuni). L’elettronica a bordo strada serve se utilizzata con moderazione ed equlibrio, e se come unico scopo ha la diminuzione dei sinistri. Dall’altro, occorre assolutamente che le istituzioni raccolgano l’allarme sempre più forte lanciato da chi, di sicurezza stradale, se ne intende: polizia stradale o locale che sia, se uomini esperti fanno emergere diverse criticità, chi ci governa a livello locale e centrale dovrebbe prendere provvedimenti per migliorare la situazione. Anche perché, ricordiamolo, l’Italia doveva dimezzare le vittime della strada dal 2001 al 2010: ci è riuscita, almeno secondo recenti stime Istat, solo nel 2013. Tra anni di ritardo molto pesanti, e con costi sociali elevatissimi.

di E.B. – Fonte : sicurauto