Trovato impiccato Ares, il cane rapito

ares cane-1-2Assisi, 25 giugno 2014 – Un cane strozzato, con una corda legata ad un albero, è stato trovato l’altro pomeriggio lungo la strada che conduce all’Eremo delle Carceri e al Subasio. Si tratta di Ares, di razza Amstaff, che, sabato scorso, è stato strappato al giovane proprietario sotto la minaccia di un coltello puntato al collo, da tre malviventi di pelle scura; l’episodio, denunciato alle forze dell’ordine, era accaduto in via Alessi, in pieno centro storico, a Perugia. Il macabro rinvenimento è l’epilogo drammatico e sconvolgente di una vicenda tutta da chiarire. Di certo c’è che l’altra sera, lunedì, due turisti di ritorno a piedi dall’Eremo delle Carceri hanno avvertito un cattivo odore, intenso e preoccupante. Hanno guardato oltre il ciglio della strada e, in una zona impervia, hanno notato qualcosa che li ha allarmati. Così hanno allertato la Polizia municipale di Assisi che ha
raggiunto la zona con una pattuglia; vista la situazione è stato avvisato anche il servizio veterinario dell’Usl1.
Raccapricciante e di inaudita violenza lo scenario che si è presentato una volta che, con non poche difficoltà, è stato raggiunto il luogo: il povero animale, ormai senza vita, in avanzato stato di decomposizione, era legato con delle corde ad un albero, in un tratto di forte discesa.

Evidentemente, una volta abbandonato, con il diminuire delle forze del cane, ha finito per determinare il soffocamento dell’ amstaff. La carcassa è stata recuperata e trasportata all’Istituto zooprofilattico di Perugia dove, con ogni probabilità, sarà effettuata l’autopsia per stabilire in maniera chiara le cause del decesso che potrebbe risalire già alla giornata di domenica, all’indomani dell’anomalo rapimento. L’identificazione sarebbe stata fatta dagli stessi proprietari dell’animale oltre che attraverso il microchip identificativo.La vicenda del ‘rapimento’ era finita anche sui social network, con la creazione di un profilo su Facebook dedicato al povero Ares. Profilo che ha visto l’adesione, in breve tempo, di oltre 2400 persone e che non nascondeva le preoccupazioni per l’incolumità dell’animale. Tante anche le condivisione e la mobilitazione per la ricerca. Sino
all’epilogo, che lascia senza parole, dell’altra sera, nella terra San Francesco.

di Maurizio Baglioni

Fonte La Nazione