Detenuto aggredisce gli agenti: quattro finiscono al pronto soccorso

carcereTerni, 26 Giu. – Ci sono voluti quattro agenti della polizia penitenziaria – che hanno peraltro dovuto far ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale – ed un’iniezione di sedativo per aver ragione di un detenuto nigeriano recluso nel carcere di Sabbione a Terni.

I fatti Mercoledì, durante una notifica dell’ufficio matricola,nel nuovo padiglione, il detenuto nigeriano si è fatto prendere dall’ira ed ha dato in escandescenze, aggredendo due assistenti capo della polizia penitenziaria. L’allarme è stato immediato, ma per fermare l’uomo è stato necessario l’intervento di due agenti, che hanno però avuto la peggio.

Il sedativo Il nigeriano, con calci, pugni e morsi, ha messo a dura prova gli operatori penitenziari e solo l’intervento degli infermieri che, approfittando del fatto che gli agenti erano riusciti a bloccare il detenuto, gli hanno praticato un’iniezione di sedativo, sono riusciti alla fine a renderlo inoffensivo. Ma gli agenti finiti al pronto soccorso sono stati giudicati guaribili in sette giorni.

La protesta Pochi giorni fa, denuncia la Ugl, «il sottosegretario al ministero degli interni, Gianpiero Bocci, si è recato presso la struttura per una visita di controllo dove è stata appurata l’assenza di sovraffollamento di detenuti in base alla capienza stabilita,sottovalutando i problemi del personale che passano sempre in secondo piano. La struttura ad inizio luglio vedrà completato l’arrivo di detenuti As3, che al momento sfiorano le duecento unità, ma che a pieno regime raggiungeranno le 288 unità circa. Ma la scorsa settimana è stato inaugurato l’impianto sportivo per stemperare le continue esigenze e richieste dei detenuti».

L’allarme Il rispetto dei diritti umani «per chi vive in una situazione di disagio – dice ancora la Ugl – è sacrosanta, ma il rispetto per chi lavora in condizioni di sofferenza e cronica carenza di personale è necessaria, la struttura di Terni non è in grado di sopportare più una situazione del genere e di ospitare tutte le tipologie di detenuti».

Il personale Nel carcere ternano c’è, secondo il sindacato, «un contingente di risorse umane non confacente alle esigenze, che da circa tre anni convive come gli altri appartenenti ai corpi di polizia con il blocco del rinnovo del contratto, senza l’adeguamento stipendiale del passaggio di grado gerarchico e senza l’assegno funzionale che si matura con l’anzianità di servizio, a fronte di problematiche che aumentano di giorno in giorno».

I timori L’allarme dell’Ugl «era già stato ampiamente illustrato i primi di aprile in tutte le sedi opportune e prima della campagna elettorale, ma nessuno ha scongiurato inevitabili conseguenze attuali e future. Il sindacato esprime solidarietà ai colleghi coinvolti nella vicenda augurando loro una pronta guarigione e non smetterà di affermare che le scelte fatte per Terni sono sbagliate e scriteriate. Anche oggi arriva una nuova e triste conferma che l’Umbria è la quinta regione d’Italia per infiltrazioni criminali e solo undici anni fa questo territorio veniva considerato estraneo e immune. La politica e gli organi preposti dovrebbero riflettere su come si è arrivati a questa situazione».

Fonte: umbria24