I 240 anni della Guardia di Finanza: «Orgoglio della legalità»

finanza storicaVenezia, 26 Giu. –

 Ha 240 anni ma i recenti fatti di cronaca e gli arresti di politici e imprenditori per le tangenti del Mose, dopo oltre tre anni di difficilissime indagini, dimostrano come della Guardia di Finanza ci sia sempre più bisogno. A Venezia, nella caserma “Tommaso Mocenigo” la data è stata ricordata alla presenza del comandante interregionale dell’Italia Nord Orientale, generale di corpo d’armata Flavio Zanini e del comandante regionale veneto, generale di divisione Bruno Buratti.

Il generale Flavio Zanini ha ricordato il lavoro svolto e gli impegni che attendono il corpo delle fiamme gialle.

«Recenti fatti di cronaca hanno richiamato prepotentemente l’attenzione sulla esigenza di preservare in ogni modo la cornice di legalità nella conduzione delle attività economiche, ivi comprese le opere pubbliche. Il contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica, al pari della lotta al sempre pervasivo fenomeno dell’evasione fiscale, è un obiettivo che deve essere perseguito con forza e decisione, a qualsiasi prezzo e senza esitazione alcuna. All’adempimento di questo dovere il Corpo è proteso con energia e determinazione, pur se ciò implica scelte dolorose e non facili, in ragione della emersione di responsabilità a carico di chi è investito di funzioni pubbliche, anche all’interno della stessa Guardia di Finanza, nel rispetto naturalmente del principio di presunzione di innocenza.

L’operato della Guardia di Finanza ha consentito di smantellare sodalizi illeciti capaci di condizionare anche chi è chiamato a vigilare, lucrando alle spalle della collettività, con metodiche tanto sofisticate quanto truffaldine, milioni e milioni di euro in dispregio alla legge ed al patto sociale con i cittadini. Ciò è stato possibile grazie al silenzio ed all’altissima professionalità con cui i nostri militari, hanno saputo condurre inchieste delicatissime e sviluppate nell’arco anche di diversi anni. È in questo ambito che desidero associare con forza, al ringraziamento ai nostri uomini, la gratitudine nei confronti della Autorità Giudiziaria, che, anche in questi giorni, ha inteso riconoscere totale fiducia e considerazione ai militari del Corpo per l’alto livello di professionalità e di riserbo dimostrato pur in condizioni ambientali non facili.

Questo non è il modo di lavorare della Guardia di Finanza di Venezia, è il modo di lavorare della Guardia di Finanza in tutto il Paese. Da queste indagini, così come dalle tante altre attività condotte dai nostri reparti, scaturisce la conferma che la legalità conviene».

Il generale ha poi voluto ricordare le parole del patriarca Francesco Moraglia: «è questione di coraggio; che bisogna tenere la barra dritta, a dispetto dei venti impetuosi…..e che la meta…si chiama giustizia…» .

«Sento, ora, di poter affermare che la Guardia di Finanza questo coraggio lo sta dimostrando, e non soltanto nella conduzione delle attività investigative», ha continuato il generale, «Al nostro personale, che opera ogni giorno in contatto ed al servizio del cittadino, chiedo di continuare a compiere il proprio dovere con fermezza ed orgoglio. Ai cittadini assicuro che la Guardia di Finanza continuerà a perseguire con rigore e massima determinazione i valori della legalità, senza arretramento alcuno e compiendo con serenità e fino in fondo il proprio dovere».

Ecco alcuni dati delle indagini svolte nel Triveneto dalla Guardia di Finanza.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

Nei primi 5 mesi dell’anno, sono stati recuperati ad imposizione diretta 934 milioni di euro e constatata una maggiore imposta sul valore aggiunto per 244 milioni, individuando ben 500 evasori totali e paratotali.

Sono state scoperte frodi “carosello” all’IVA per 44 milioni di euro.

Sul versante dell’evasione fiscale internazionale è stata recuperata a tassazione una base imponibile di 93 milioni di euro.

Sul fronte della prevenzione alla cosiddetta evasione diffusa o “di massa”, la Guardia di Finanza del Triveneto ha eseguito dei piani di controllo economico del territorio finalizzati a contrastare non solo la mancata osservanza degli obblighi strumentali, ma anche l’abusivismo commerciale, l’utilizzazione di manodopera irregolare ed il commercio di merce contraffatta o non sicura.

Sono stati eseguiti 8.304 controlli sulla circolazione delle merci su strada e 1.796 interventi finalizzati all’identificazione e al controllo di soggetti in possesso di beni (autovetture di lusso, yacht, ecc.) indicativi di alta capacità contributiva cui non corrisponde una conseguente contribuzione fiscale.

In materia di scontrini e ricevute fiscali, sono stati svolti 21.811 controlli, di cui il 21,56% è risultato irregolare.

Sono invece 668 i lavoratori in nero e 1224 quelli irregolari scoperti, accertando la responsabilità di 281 datori di lavoro.

A seguito dell’accertamento di reati fiscali è stato inoltre proposto il sequestro di beni per 290 milioni di euro, di cui 148 milioni “per equivalente”, mentre sono stati sequestrati e confiscati beni e valori per oltre 36 milioni di euro.

Elevato il numero di adesioni spontanee dei contribuenti controllati ai rilievi mossi dalla Guardia di Finanza, e relative ad una base imponibile di 19,5 milioni di euro.

TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

Intensificati anche i controlli volti a prevenire e reprimere gli sprechi di denaro pubblico. Nei primi 5 mesi dell’anno sono state scoperte truffe per indebiti finanziamenti pubblici, percepiti o richiesti, per 17 milioni di euro.

Nello stesso periodo sono state smascherate frodi al sistema previdenziale ed assistenziale per 1,7 milioni di euro e sono stati segnalati alle Procure Regionali della Corte dei Conti danni erariali per 37,3 milioni di euro.

LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICA

A contrasto del riciclaggio di capitali sono state eseguite 128 specifiche indagini di polizia giudiziaria e sono state analizzate 706 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette.

Anche grazie all’infallibile fiuto dei “cash dog”, cani addestrati a “percepire” l’odore delle banconote, sono stati intercettati 7,5 milioni di euro destinati a prendere illegalmente la via dell’estero. La destinazione primaria dei flussi illeciti di valuta si è confermata la Cina, per un valore di oltre 2,1 milioni di euro.

Sono state denunciate 14 persone per usura, di cui 2 tratte in arresto. Sono, invece, 376 le persone denunciate per reati bancari, finanziari, societari e fallimentari.

LOTTA AI TRAFFICI ILLECITI

Le indagini antidroga hanno portato al sequestro di 22 kg di cocaina, 7 kg di eroina, 118 kg di hashish e marijuana. Sono state segnalate 453 persone, di cui 67 tratte in arresto e sono stati sequestrati 12 automezzi.

Nei primi 5 mesi dell’anno, sono stati sequestrati oltre 341 mila pezzi di prodotti contraffatti o insicuri.
Fonte: nuovavenezia