Morto Ciro Esposito, ultrà De Santis trasferito per motivi di sicurezza

ciroIl tifoso del Napoli fu ferito a Roma il 3 maggio prima della finale di Coppa Italia

Roma, 26 giugno 2014 – Ciro Esposito è morto poco dopo l’alba, domani ci sarà l’autopsia, poi il funerale nella sua Scampia e il lutto cittadino a Napoli. Giorgio Napolitano ha espresso il suo cordoglio e il ministro dell’Interno Angelino
Alfano assicurato che i violenti saranno “cacciati dagli stadi”. E nel calvario durato 50 giorni il giovane tifoso ha lasciato una certezza ai familiari: è stato Daniele De Santis, detto ‘Gastone’, a sparargli il 3 maggio a Roma prima della finale di Coppa Italia. Nei momenti di lucidità tra un’operazione e l’altra Esposito dal suo letto al Policlinico Gemelli ha indicato nell’ex ultrà filofascista della Roma, mostratogli dai
parenti nelle foto sui giornali, l’uomo che davanti al circolo di Tor Di Quinto fece fuoco con una pistola. E nel giorno del dolore massimo per i familiari di Ciro, per la fidanzata Simona e gli amici, con la salma portata dal Gemelli all’Istituto di medicina legale della Sapienza, è tornata subito in primo piano l’inchiesta. Ed è rimasto l’allarme sicurezza nel timore di vendette: De Santis è stato trasferito a Viterbo.

L’ira dei parenti, Ciro eroe e chi ha sbagliato paghi – Morto per salvare gli altri e proteggere i bambini, le donne e gli anziani che il 3 maggio erano su quel pullman di supporter napoletani, diretto allo stadio Olimpico per la finale di Coppa Italia, “attaccato da Daniele De Santis con bombe carte”. Morto per aver affrontato da solo l’aggressore visto “che chi doveva garantire l’ordine pubblico non lo fece”.
I familiari di Ciro Esposito non vogliono vendetta ma giustizia. Chiedono alle istituzioni un riconoscimento per il coraggio del giovane e di sanzionare l’operato del Questore e del Prefetto della Capitale che, a loro dire, dovrebbero dimettersi: “chi ha sbagliato paghi”, dicono. Come deve pagare Daniele De Santis, ma anche i suoi complici ancora non individuati. Soltanto così la morte del loro figlio non sarà stata
inutile. Solo allora la memoria del 31enne di Scampia, posto in arresto subito dopo i fatti con l’accusa di rissa e piantonato in ospedale, sarà riscattata. Un’onta che fece arrabbiare tantissima la madre Antonella Leardi, sempre composta nel suo dolore. “Ha sempre pregato, mai una parola di astio”, ha detto il cappellano del Policlinico Gemelli, don Nunzio Currao.

Alfano: via violenti da stadi, ce la faremo – Adesso a preoccupare è il campionato. A Roma come in altre città. Adesso ci sono la commozione e il dolore per la morte di un giovane tifoso. Ma quello che si teme è il dopo. La vendetta a ‘freddo’, la violenza che genera altra violenza. Per questo, a poche ore dalla morte di Ciro Esposito, chi si occupa di sicurezza ed ordine pubblico è costretto a guardare oltre le emozioni, oltre la devastante sofferenza di una famiglia e di una città intera. E il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, lancia un monito senza appello, “dobbiamo cacciare i violenti dagli stadi e ce la faremo”, “la violenza – ha aggiunto Alfano – è la negazione dello sport; e’ il contrario dell’amore per il calcio di milioni di italiani”.

Motivi sicurezza, De Santis trasferito – Daniele De Santis, accusato di avere sparato a Ciro Esposito, il tifoso morto stamani, è stato trasferito per motivi di sicurezza nella struttura protetta dell’ospedale Belcolle di Viterbo. De Santis si trovava in stato di arresto presso il Policlinico Umberto I di Roma.

Ciro a familiari, mi ha sparato De Santis – “Mi ha sparato lui”. Questo avrebbe detto Ciro Esposito ad alcuni suoi familiari che gli mostravano foto di Daniele De Santis apparse sui giornali. Ciro avrebbe affidato la sua testimonianza ai familiari in uno dei momenti di lucidità durante la lunga degenza. Secondo quanto emerso, in quasi due mesi Esposito avrebbe a volte annuito con la testa davanti all’immagine di De Santis, in un’occasione avrebbe detto “mi ha sparato il ‘chiattone'”, il corpulento ‘Gastone’. Per questo i genitori e altri parenti sono stati sentiti oggi dalla Digos.

Tifoso: ora può accadere di tutto. La madre: basta violenze – “Ora può accadere di tutto” con i romanisti, dice un capo tifoso del Napoli. Ma la madre di Ciro, Antonella Leardi, ha detto “nel suo nome basta con la violenza, ve lo vieto”, “nessuno più deve pagare e soffrire per una cosa bella come il calcio che Ciro amava tanto”. “La mia vita non sarà più la stessa – ha dichiarato la donna – forse ci sarà un disegno divino”.
Ora De Santis è indagato per omicidio volontario – Dopo la morte di Ciro Esposito si aggrava il capo di imputazione per Daniele De Santis, ritenuto dagli inquirenti l’autore del ferimento del tifoso napoletano nel prepartita della finale di Coppa Italia del 3 maggio scorso. A De Santis, i pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio contestano ora l’omicidio volontario. “Gastone”, l’ultrà romanista con simpatie per l’estrema destra, oggi pomeriggio è stato trasferito per motivi di sicurezza nella struttura protetta dell’ospedale Belcolle di Viterbo. De Santis era in stato di arresto presso il Policlinico Umberto I di Roma, anche a causa delle condizioni fisiche ancora precarie per le ferite subite durante la rissa scoppiata con i tifosi napoletani.

La visita della famiglia Sandri – A fare visita a Ciro Esposito, ieri, anche il padre e il fratello di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso l’11 novembre del 2007 in un’area di servizio nei pressi di Arezzo mentre era in viaggio in macchina, con quattro amici, diretto verso lo stadio Meazza per vedere la partita Inter-Lazio. Durante una sosta nell’area di servizio Badia del Pino, sulla A1, Gabriele Sandri fu colpito da un colpo di pistola sparato dall’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella.

 

Mertens su twitter, ‘Riposa in pace, Ciro’ – Tweet di Dries Mertens in inglese dal Brasile dedicato a Ciro: “Riposa in pace Ciro. Triste di aver appreso la notizia oggi. I miei pensieri alla sua famiglia e ai suoi amici!. #ForzaNapoliSempre”.(ANSA)