Bacia l’allieva: indagato prof di religione

scuolaTeramo, 27 Giu. – Il tema dell’abuso sessuale su minori è complesso: per la fragilità delle vittime, per l’osservazione e l’interpretazione degli indicatori di possibile violenza. Ed è un caso particolarmente delicato quello al centro di un fascicolo del pm Bruno Auriemma che vede indagato un 34enne insegnante di religione per violenza sessuale su una sua allieva che all’epoca dei fatti frequentava la terza media di una scuola del Teramano: secondo l’accusa l’avrebbe baciata. Un bacio arrivato al termine di un periodo durante il quale, sempre secondo l’accusa, l’uomo e la ragazzina di 13 anni si sarebbero scambiati numerosi sms. L’insegnante, dopo la denuncia e l’avvio dell’indagine, è stato trasferito in una località del Nord Italia ed è proprio qui che gli investigatori delegati gli hanno perquisito l’abitazione e sequestrato il computer attualmente oggetto di esame. Nel corso della stessa perquisizione sono stati sequestrati anche disegni e lettere con frasi d’amore riconducibili ad altre minorenni .

Il fascicolo è stato aperto dopo la denuncia della mamma della ragazzina che l’anno scorso si è presentata dai carabinieri. Ai militari ha raccontato di essere stata insospettita dall’atteggiamento della figlia che, già in seconda media, avrebbe scambiato sms con l’insegnante.

Ad allarmare la donna il fatto che la ragazzina in più occasioni avesse cercato di nascondere il contenuto dei messaggini. Quando però la mamma ha collegato il destinatario degli sms al nome dell’insegnante di religione si è presentata a scuola per parlare con il docente. Che – questo è quello che fino a questo momento è emerso – avrebbe negato ogni relazione sentimentale, sostenendo solo l’esistenza di un affettuoso rapporto tra insegnante e allieva.

Ma i fatti denunciati dai familiari raccontano l’episodio del bacio scoperto dalla nonna della minorenne. Sarebbe stata proprio l’anziana ad avvistare, nel giorno della consegna delle pagelle di terza media, la nipotina e l’insegnante baciarsi in un vicolo chiuso poco distante dalla scuola. La donna, così è ricostruito nei primi atti del fascicolo, in quel momento avrebbe affrontato i due allontanando la nipotina e preannunciando una denuncia all’uomo. Che avrebbe fatto leva sul consenso della minore. Un consenso che per il codice penale non esiste. Gli atti sessuali con soggetti minori di 14 anni costituiscono sempre reato: perché il minore, diversamente dall’adulto, non è completamente capace di autodeterminarsi e, in relazione all’età, è più o meno vulnerabile, influenzabile e manipolabile. Ora le indagini sono ancora in una fase molto delicata e, per questo, avvolte da uno stretto riserbo. Perchè in questi casi l’approssimazione va bandita proprio per evitare che le denunce di abusi su minori si trasformino in un’interminabile ordalia che schianta per sempre le vite di chi viene coinvolto. Da una parte e dall’altra.

E’ evidente che l’esame della memoria del computer dell’insegnante potrà fornire nuovi elementi utili all’inchiesta: per capire se poter andare avanti, per escludere delle piste o per seguirne delle altre

Di Diana Pompetti – Fonte: Il Centro