Sarah Scazzi, pg Cassazione: Sabrina resti in cella. la difesa: se delitto d’impeto no a carcere cautelare

sarah scazzi sabrina misseriRoma, 27 giugno 2014 – Sabrina Misseri resti in carcere. Questa la richiesta del pg della Cassazione, Antonio Gialanella, nell’udienza a porte chiuse sul ricorso contro la custodia cautelare in carcere della giovane condannata in primo in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della cuginetta Sarah Scazzi.

Nella sua requisitoria davanti alla Prima sezione penale della Cassazione, il pg si è pronunciato per il rigetto dei difensori della Misseri, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, contro l’ordinanza del tribunale del Riesame di Taranto che il 18 febbraio di quest’anno aveva confermato la misura cautelare in carcere.

La decisione della Prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Umberto Giordano, è attesa nella tarda serata. Sabrina Misseri si trova attualmente detenuta nel carcere di Taranto assieme alla madre, Cosima Serrano, in custodia cautelare dopo la condanna all’ergastolo.

«Al di là del fatto che noi la riteniamo innocente, dopo quattro anni è eccessivo dire che sussistono ancora le esigenze cautelari. Per noi i domiciliari sono sufficienti», hanno replicato Franco Coppi e Nicola Marseglia, difensori di Sabrina Misseri. «Si è sempre detto – ha osservato Coppi – che si è trattato di un omicidio di impeto, anche per questo le esigenze cautelari sono cessate, non si capisce come un delitto di impeto possa essere reiterato».

Fonte Il Messaggero