Truffa degli impianti solari: denunciati il sindaco, l’assessore e un ingegnere del Comune

voltaico impianti solariMonteforte, 29 Giu. – I carabinieri del comando provinciale di Avellino, hanno denunciato per truffa ai danni dello stato il sindaco del comune di Monteforte Irpino, De Stefano, l’assessore al Bilancio e un ingegnere dell’amministrazione comunale La truffa si sarebbe consumata a seguito della realizzazione di quattro impianti fotovoltaici installati in alcune zone del comune di Monteforte Irpino. Il prezzo stimato per la realizzazione dei quattro impianti è stata quantificata in 349mila euro, mentre il Comune di Monteforte Irpino ha chiesto e ottenuto un mutuo di 579mila euro, cui vanno aggiunti gli interessi. La stima dei costi degli impianti fotovoltaici è stata fatta dal Gestore dei Servizi Energetici «Gse» spa, la società per azioni italiana, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che eroga incentivi economici per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e svolge attività di informazione per promuovere la cultura dell’uso dell’energia compatibile e sostenibile con le esigenze dell’ambiente. Quindi una fonte più che attendibile. I carabinieri della compagnia di Baiano, con l’ausilio dei militari della stazione di Monteforte Irpino, avrebbero accertato che i lavori, allora, sono stati iniziati senza la comunicazione che deve avvenire sei mesi prima alla relativa agenzia, che controlla prima dei lavori che tutto sia a norma.
A sostegno della stima effettuata dalla «Gse» spa anche la perizia di un architetto nominato all’occasione per comprendere meglio i reali costi degli impianti. Di fatto quegli impianti, come riportato delle stime, non sarebbero dovuti costare la somma poi risultata.
La ditta appaltatrice si è aggiudicata l’appalto ad prezzo di gran lunga superiore rispetto a quello indicato dalla società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Altro capitolo, molto probabilmente frutto di ulteriori indagini, è lo svolgimento della gara d’appalto che ha visto la partecipazione di cinque imprese, di cui quattro che, dopo avere presentato l’offerta, si sono ritirate lasciando campo libero alla aggiudicataria. Non è escluso che l’attenzione degli inquirenti possa ora spostarsi su una serie di aspetti che potrebbero riguardare anche l’interesse privato di alcuni personaggi, denunciati, in tutta questa vicenda.
La procura della repubblica di Avellino, diretta dal procuratore Rosario Cantelmo, è sempre molto attenta a questa tipologia di reati. Pertanto non è escluso che queste denuncie potrebbero dar luogo a un’inchiesta più approfondita che potrebbe accertare ulteriori responsabilità. I cardini della indagine aperta, rispetto ai quali gli indagati produrranno le rispettive deduzioni, riguardano, dunque, la stima dei lavori, la somma alla base del’appalto, il prezzo di aggiudicazione, la mancata comunicazione preventiva dell’intervento (regolato da apposita verifica tecnica). Gli sviluppi a breve scadenza.

Fonte: Il Mattino