I clienti dei taxi pagano il doppio

Sciopero TaxistiRoma, 01 Luglio. –

Per arrivare al Colosseo da largo Ricci bisogna circumnavigare. I turisti si sentono gabbati. I disabili vengono lasciati a piedi

Circa due chilometri in più, e il doppio della spesa, per circumnavigare il Colosseo che comunque d’ora in avanti, almeno in taxi, non sarà più raggiungibile: la fase due della pedonalizzazione dei Fori Imperiali voluta da Marino complica anche il lavoro delle auto bianche, che per pochi metri accessibili solo ai mezzi Atac – da via Merulana a largo Corrado Ricci – sono obbligate ad allungare i percorsi, con buona pace dei turisti che hanno già mostrato le prime perplessità: «Il Colosseo è lì davanti, perché gira a sinistra?!», quasi che il tentativo fosse quello di spillare più soldi.

Siamo saliti su un un taxi, testando tutti i percorsi possibili per ripercorrere l’itinerario, da San Giovanni-via Merulana fino a largo Argentina, che solo 4 giorni fa ci era costato 8,60 euro, per circa 2,5 chilometri di viaggio, contro i 13,50 euro attuali: più tempo trascorso a bordo, più traffico, più spesa, per i conducenti anche più stress, per le inversioni davanti all’ingresso dei Fori ma anche come detto a causa delle richieste dei turisti, in particolare coloro che pretendono di essere scaricati davanti al Colosseo. Alla partenza su via Merulana lato San Giovanni il tassametro segna 3,40 euro, svoltiamo a sinistra su via Labicana, la percorriamo tutta fino allo stop imposto dal semaforo dei mezzi Atac, che ora sembra durare di più, la tariffa sale a 5,80. Non possiamo proseguire, l’ingresso su via dei Fori è appunto sbarrato dalla municipale (e un taxi è lì davanti a tentare la retromarcia) allora giriamo a sinistra in piazza del Colosseo, altro semaforo rosso e fanno tre in totale: la fila cresce, un autobus si mette di traverso, quando raggiungiamo l’ingresso «posteriore» del Colosseo la spesa è di 7,10 euro, ma tanta altra strada ci attende. Via di San Gregorio, poi a destra in via dei Cerchi, Petroselli e via del Teatro Marcello (altri stop) a piazza Venezia raggiungiamo i 10,70 euro. Altri due semafori e infine – 14 minuti in un orario, le 16 del pomeriggio, che non può certo essere considerato di punta – scendiamo davanti al teatro di Largo Argentina pagando 13.50 euro. Praticamente il doppio di pochi giorni fa. Secondo itinerario, partenza sempre da via Merulana che seguiamo fino all’Esquilino: il problema è il traffico. C’è fila, allungata da alcuni lavori in corso: «Forse stanno mettendo un nuovo semaforo», nota il conducente che reputa «insensata» questa nuova sperimentazione pedonale si chiede anche «che beneficio potrà mai portare visto che si aumentano i chilometri percorsi e quindi lo smog?». Santa Maria Maggiore, 5,50 euro, lungo via Cavour pausa semaforo, 6,10 euro, poi su e giù per via Nazionale, piazza Venezia, largo Argentina, 9,80 euro. Tornando indietro, largo Argentina-largo Corrado Ricci dove la corsa finisce, 5,50 euro. Qualche tassista, in verità, prosegue, rischiando la multa facilitato dalla segnaletica tutt’altro che chiara: fino a ieri i cartelli indicavano l’eccezione nell’eccezione, cioè divieto di transito «eccetto Atac», e sotto «eccetto bus, taxi e biciclette». Considerazioni a parte meritano tutte quelle persone, a partire dai portatori di handicap, che non potranno più essere lasciate davanti al monumento: «Anche arrivando da via Cavour dovrebbero scendere le scalette – osserva Angelo Mele di Assodemoscoop – Marino ha deciso questa pedonalizzazione in solitudine, senza alcuna concertazione con le categorie, continua a non passare il messaggio che i tassisti svolgono un servizio pubblico al pari dei mezzi Atac, perché non impedire il passaggio solo ad Ncc ed ai torpedoni che non rientrano in questa categoria? Almeno a noi l’accesso deve essere consentito».

Erica Dellapasqua

Fonte: Il Tempo