Meredith: Sollecito, il memoriale di Amanda mi scagiona

sollecito1 luglio 2014  – Nel memoriale scritto nel carcere di Capanne “Amanda mi scagiona, mi da’ un alibi, mi dichiara estraneo da cio’ che per i giudici e’ verita’”. Lo ha detto in conferenza stampa Raffaele Sollecito, condannato in appello bis a 25 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher, illustrando i motivi del ricorso presentato in Cassazione. “Io e la mia famiglia crediamo profondamente all’innocenza di Amanda – ha sottolineato Sollecito – non esiste alcuna ritrattazione da parte mia. Non sono qui per cambiare versione, non sono un pazzo ne’ un criminale, ma un innocente che grida da sette anni contro un’ingiustizia che si protrae da troppo tempo”. La sentenza d’appello bis emessa dai giudici fiorentini, rileva Sollecito, “trova la base fondamentale della condanna sul memoriale scritto da Amanda nel carcere di Capanne. Racconta dettagli strambi, strampalati, e in nessun momento mi colloca li’. Oggi mi ritrovo ad affrontare una sentenza che si basa sul memoriale: secondo me in questo si raccontano fantasie e allucinazioni, ma se fosse vero, come sostengono i giudici, mi chiedo io cosa c’entro? Qual e’ la mia responsabilita’?”. La posizione di Sollecito, dunque, “non e’ una ritrattazione – conclude il giovane – ma la constatazione che oggi la base della condanna e’ diversa e su questo noi dobbiamo affrontare il ricorso in Cassazione. Credo nell’innocenza di Amanda, ma registro anomalie nella sentenza”.

AGI