Scabbia, lebbra, perfino ebola: se il contagio mortale viene dal mare

immigrazioneRoma, 1 luglio 2014 – Malattie che in Italia, forse è meglio dire in Europa, sembravano essere definitivamente scomparse, dato che apparivano eccezionalmente qua e là senza mai diventare oggetto di vera preoccupazione da parte dei medici, stanno purtroppo riaffacciandosi sul nostro territorio con una virulenza che preoccupa gli addetti ai lavori. Casi di scabbia, di lebbra e di tubercolosi, di cui questo giornale ha già ampiamente parlato, si susseguono giornalmente, senza però che i grandi mezzi d’informazione, fatte per l’appunto le debite eccezioni, trattino compiutamente il tema. Evidentemente c’è chi non vuole che gli italiani (e gli europei) si allarmino e, di conseguenza, reagiscano in qualche modo. Meglio dunque far finta di niente e se i nostri concittadini si ammalano, pazienza, prima o poi dobbiamo pur morire tutti.
E mentre nel Vecchio Continente le cose stanno in questi termini, in Africa la situazione è ancora peggiore per via del virus Ebola. Sembrava fossero riusciti a mettergli le briglie, ma così non è, tanto che l’Organizzazione mondiale della Sanità è corsa ai ripari convocando i ministri della Salute dei Paesi dove il virus sta dimostrando di essersi risvegliato, e ha suggerito a questi ultimi di adottare misure straordinarie.
Luis Sambo, Direttore Regionale per l’Africa ha scritto in un comunicato – riportato dall’Ansa – che «ormai non è più un focolaio limitato ad alcuni paesi, ma una crisi subregionale che richiede un intervento di Governi e partner. L’Oms è seriamente preoccupata per la trasmissione tra paesi confinanti e per la potenziale ulteriore diffusione internazionale».
Queste due paroline terribili «diffusione internazionale» dovrebbero far tremare le vene dei polsi, invece è stata scelta la strategia del silenzio, per le ragioni di cui s’è sopra accennato, sebbene l’Ebola non sia la scabbia o la tubercolosi, ma una malattia maledetta difficile da curare che ha già mandato all’altro mondo migliaia di africani. Ciononostante vi è chi sostiene che certi allarmismi sarebbero esagerati in quanto la possibilità che l’epidemia attecchisca anche in Europa non andrebbe nemmeno presa in considerazione.
Sarà pure così, ma in base a quali dati di fatto si esclude una tale terribile evenienza? Per quale motivo le altre malattie sono arrivate da noi (fare controlli clinici sugli immigrati è roba da razzisti beceri, vero?) mentre l’Ebola dovrebbe fermarsi alla frontiera? Cos’è, un virus rispettoso delle leggi per cui non entra in casa nostra se non autorizzato da un formale permesso di soggiorno?
No, vorremmo saperne di più e avere maggiori rassicurazioni che non abbiano però come scopo ultimo quello di presentare il fenomeno immigratorio come totalmente privo di pericoli, anche di natura sanitaria. Saperlo è un nostro legittimo diritto.
di Cesare Ferri
Fonte Il Tempo