Non parla l’ottantenne che ha accoltellato il carabiniere

carabinieri-coltelloChieti, 2 Luglio. – (Immagine di repertorio) Si è avvalso della facoltà di non rispondere «non per mancanza di rispetto del magistrato, ma perché le sue condizioni psicofisiche non gli consentivano di sostenere un interrogatorio».

Così all’uscita dall’interrogatorio l’avvocato Anna Lisa Bucci spiega la scelta del suo assistito,  Emidio Giurastante, l’ottantenne chietino che domenica ha accoltellato un carabiniere che lo aveva riconosciuto nei pressi di piazza San Giustino e lo aveva fermato mentre era in fuga dall’ospedale SS. Annunziata, dove era stato trasportato dopo l’arresto.

Ma dove – e questa sembra una novità – era ricoverato senza particolari restrizioni, tanto che – a suo dire – una volta risvegliatosi, è sceso al bar per un caffè, poi è uscito dall’ospedale e si è diretto al centro di Chieti, dove è situato il terminal dei bus. L’uomo si trova ora nel carcere di Madonna del freddo, dove era previsto l’interrogatorio di convalida dell’arresto.

E puntuale è sopraggiunto il Gip Paolo Di Geronimo, forse stupito di tanto interesse per la vicenda e per il detenuto. Ma la permanenza del giudice a Madonna del freddo è durata appena un quarto d’ora, proprio per la scelta di Giurastante di non parlare. L’avvocato Anna Lisa Bucci, che aveva preceduto il magistrato, è uscita poco dopo ed ha confermato che il suo assistito, al quale vengono contestati il tentato omicidio e l’evasione, non ha parlato e si è riservato di farlo appena starà meglio in salute. A quanto se ne sa, l’ottantenne ha un passato difficile per reati contro il patrimonio e non contro le persone ed è stato il primo a non spiegarsi la sua reazione inconsulta di fronte al carabiniere che lo aveva riconosciuto e fermato.

«Chiederò che il mio assistito venga ricoverato in qualche struttura protetta – conclude l’avvocato Bucci – perché ha innanzitutto bisogno di cure».

 Infatti l’inizio di questa storia parte dalla notifica di un ordine di carcerazione consegnato al Giurastante nella caserma dei carabinieri di Ortona, di qui il malore ed il ricovero al SS. Annunziata con il risveglio in corsia, senza particolari controlli. Ora toccherà al giudice Di Geronimo convalidare l’arresto e la detenzione in carcere o l’invio in una struttura protetta, anche perché dopo i 70 anni il regime carcerario è consentito solo per esigenze cautelari straordinarie che secondo l’avvocato non ci sarebbero.

Sebastiano Calella – Fonte: PrimaDaNoi