Fisco on line, i cittadini ancora non si fidano del Web

computer-e13511000466313 luglio 2014 – In Italia, ancora solo il 23,5% dei cittadini afferma di aver effettuato almeno un pagamento elettronico alla pubblica amministrazione, anche se le percentuali variano sensibilmente a seconda della tipologia di pagamento. E’ quanto emerge dal convegno “eGovernment, non solo moda” che l’Osservatorio Pubblica Amministrazione del Politecnico di Milano tiene oggi, giovedì 3 luglio 2014, a Roma. La ricerca offre dati relativi ai pagamenti elettronici dei nostri concittadini alla PA e fotografa un sostanziale stallo delle nostre amministrazioni. Un altro capitolo riguarda gli acquisti e la loro razionalizzazione. Un terzo capitolo è dedicato ai percorsi dell’innovazione nei Comuni. Mentre la parte finale riguarda l’Open Government ed il difficile dispiegarsi della trasparenza.

Non esiste un identikit di chi paga attraverso i canali innovativi ma è comunque più probabile che abbia meno di 55 anni, che possegga una laurea e che risieda in centri con più di 100.000 abitanti. L’80% di chi li ha utilizzati è rimasto soddisfatto o molto soddisfatto soprattutto perché ha potuto risparmiare tempo e spostamenti. Ma allora, perché 3 cittadini su 4 non hanno ancora usufruito di questi servizi? Circa il 65% di chi non li ha utilizzati afferma di preferire altri canali o di non fidarsi del Web. La restante parte, sostiene che non ne conosceva l’esistenza, di aver provato a utilizzarli ma senza successo o di non aver trovato quello che cercava. Dal lato dell’offerta, poco più di un quarto degli Enti afferma di mettere a disposizione un sistema di pagamento digitale alla propria utenza, mentre superano i due terzi i Comuni con più di 50.000 abitanti che lo fanno.  I pagamenti relativi ai tributi, alle attività parascolastiche e alle multe sembrano essere quelli più multicanale. Tuttavia, l’attuale approccio alla multicanalità dei Comuni sembra più frutto di una governance poco strutturata che di una ponderata strategia. Infatti solo un ente su due ha individuato al proprio interno un unico centro di competenza per la gestione di questi aspetti.

Inoltre, meno dell’1% dei rispondenti ha realizzato un’unica piattaforma per la gestione di tutti i servizi di pagamento e, se il 31% sta valutando se adottarne una, circa i due terzi non considerano questo un tema prioritario nella propria agenda.

La principale criticità segnalata è di non riuscire a gestire con adeguate risorse e competenze il processo di cambiamento necessario per la corretta adozione dei nuovi strumenti. Per questo motivo, oltre il 50% degli Enti non ha ancora fatto nulla e non prevede di farlo neanche nei prossimi 2 anni. Appare quindi fondamentale il supporto di enti sovraordinati, quali le Regioni, per accelerare questo processo di cambiamento attraverso la diffusione di soluzioni centralizzate e interoperabili come il Nodo dei Pagamenti dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

ANSA