Sesso in cambio di vestiti: due arresti

carabinieri-notte-660x502BOLZANO., 4 Luglio. – Scarpe, borse, vestiti griffati, ma anche smartphone, cene in locali di lusso e tanto denaro: due studentesse bolzanine di 16 e 17 anni si sarebbero prostituite per oltre un anno a causa dei gravi problemi economici familiari. I clienti sarebbero l’imprenditore bolzanino di 55 anni, Antonio Sacco e l’impiegato meranese di 41 anni Dieter Kofler. Entrambi, secondo gli investigatori, avrebbero pagato le minorenni in cambio di sesso. Ora sono in carcere. Ad arrestarli sono stati i carabinieri di Bolzano, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Francesco Forlenza. L’ipotesi di reato: prostituzione minorile. Kofler deve rispondere anche di violenza sessuale. L’inchiesta è partita tre mesi fa ed è stata coordinata dal maggiore Alberto Campagnolo e dal tenente Christian Spagnuolo. Un particolare: i due uomini non si conoscono tra di loro.

La delicata indagine è partita per caso: le due ragazze erano state fermate perché litigavano per strada. Entrambe, sotto pressione per gli incontri di natura sessuale, avevano spiegato di essere coinvolte in un giro di prostituzione.

L’imprenditore. Secondo gli inquirenti, Sacco avrebbe pagato per ogni rapporto 150 euro. Gli incontri sarebbero iniziati l’anno scorso ad agosto. Una delle ragazze si sarebbe rivolta a lui perché aveva problemi economici. Il bolzanino, a quel punto, si sarebbe offerto di “aiutarla” in cambio di sesso, arrivando a pagarle anche la retta scolastica.

La seconda, invece, sempre l’estate scorsa, gli avrebbe chiesto un piccolo prestito. Lui le avrebbe dato 300 euro in cambio di sesso telefonico. Le rispettive famiglie, all’oscuro di tutto, pensavano che il 55enne fosse una persona fidata. Le due baby-squillo, a loro volta, avevano imparato a nascondere i “regali” ricevuti.

Se i genitori chiedevano loro da dove arrivassero quei vestiti firmati, rispondevano di averli ricevuti in prestito da una compagna di classe. Secondo il pubblico ministero Rosalia Affinito, Sacco sarebbe un uomo «privo di freni inibitori, incapace di controllare le proprie pulsioni sessuali per soddisfare i propri bisogni» e avrebbe approfittato delle condizioni di disagio economico delle due studentesse.

L’impiegato. La posizione di Dieter Kofler è più grave: avrebbe agganciato le due amiche tramite Facebook, promettendo loro un “book fotografico” (il 41enne ha la passione della fotografia e nel tempo libero fa degli album a livello amatoriale). Il meranese, però, una volta scattate le foto osé avrebbe minacciato le studentesse. Diceva – sempre secondo le dichiarazioni delle ragazze – che avrebbe pubblicato le immagini su internet. Alla fine, però, aveva concordato con loro che le avrebbe pagate in cambio di prestazioni sessuali. Kofler arrivava a spendere per un rapporto fino a 1.500 euro. In un caso – sempre secondo le dichiarazioni delle vittime – il meranese avrebbe picchiato una delle due ragazzine. Si era rifiutata di fare sesso con lui. Sacco e Kofler ora si trovano nel carcere di Verona.

Fonte: AltoAdige