Pedofilia a Westminster: spariti 114 file scottanti, Cameron apre inchiesta. E un ministro viene accusato di stupro su una 19enne

cameronLondra, 6 luglio 2014 – L’ex ministro dell’Interno britannico Leon Brittan è stato interrogato dalla polizia in relazione a un caso di stupro avvenuto negli anni Sessanta: lo scrive oggi l’Independent on Sunday. Per il giornale, Brittan è accusato di aver stuprato una studentessa 19enne nel suo appartamento di Londra nel 1967. Brittan, che all’epoca non era ancora deputato, ha negato con fermezza l’accusa, scrive il domenicale. Da parte sua, la polizia ha confermato l’esistenza di un’accusa di stupro nei confronti di un settantenne che però non è stato arrestato.

La polizia non ha rivelato l’identità dell’uomo su cui pende l’accusa di stupro. Sull’episodio è in corso un’inchiesta. Il nome di Brittan è stato fatto nei giorni scorsi in relazione a un dossier degli anni Ottanta scomparso che rivelava gravi casi di pedofilia a Westminster. I laburisti hanno chiesto spiegazioni a Lord Brittan, all’epoca ministro dell’Interno conservatore a cui venne consegnato lo scottante documento. Brittan sostiene di averlo passato ai suoi funzionari e di aver rispettato la procedura. Su questo caso il premier britannico David Cameron ha già ordinato un’inchiesta interna.

Pedofilia a Westminster: scomparsi 114 file. Sono stati persi o distrutti. Comunque non sono più consultabili: sono scomparsi fino a 114 file, un ricco dossier fitto di materiale «potenzialmente rilevante» per fare luce sullo scandalo pedofilia che si è abbattuto su Westminster. Lo ha ammesso alla fine l’Home Office, il ministero britannico degli Interni, chiamato in causa su un rapporto «scottante» che rivelava gravi casi di pedofilia risalenti agli anni ’70 e ’80 con il coinvolgimenti di parlamentari ed ex ministri, che era stato consegnato all’allora ministro Leon Britton e mai più ritrovato. Si tratterebbe tuttavia di ulteriore materiale andato perduto e sulla vicenda alti funzionari del ministero potrebbero dover riferire in commissione parlamentare già il prossimo martedì. Sul mistero del dossier scomparso il premier David Cameron aveva già nei giorni scorsi chiesto al ministero competente di attivarsi per fare chiarezza Da allora però, rivelazione dopo rivelazione, lo scandalo sembra allargarsi, in particolare dopo che una talpa ha parlato dell’esistenza di una lista. Nomi e cognomi, tra cui diversi parlamentari: «Alcuni sono morti ma altri sono vivi e, in alcuni casi, ancora attivi in Parlamento».

Fonte Il Mattino