“Sali, facciamo un giro in auto”. Seviziata e violentata dal branco

743459-Violenza_donnePorto Sant’Elpidio (Fermo), 6 luglio 2014 – Uno stupro terribile, di gruppo, maturato nell’ambiente dei voyeur e degli scambi di coppia. È accaduto alcuni giorni fa sul litorale nord di Porto Sant’Elpidio, in contrada Gabbie, e farne le spese una ragazza di 20 anni attirata in macchina con una banale scusa, condotta con forza in una casa abbandonata vicino alla spiaggia e violentata. Era da poco passata la mezzanotte quando S. H., un 34enne di Porto Sant’Elpidio con origini tunisine si è avvicinato in auto alla giovane.

L’UOMO, bell’aspetto, conosciuto nell’ambiente dei guardoni, degli scambisti e degli omosessuali, si è mostrato gentile e, con il pretesto di chiedere informazioni, ha attirato la 20enne nella sua macchina. Una volta chiuse le sicure, l’ha riempita di botte e l’ha condotta in una casa abbandonata. Qui, dopo averla sopraffatta, ha commesso abusi sessuali di ogni tipo. Una volta fatti i suoi comodi, ha chiamato altre due persone — F. F., 46 anni di Sant’Elpidio a Mare, e M. C., 42anni di Macerata — che l’hanno stuprata, mentre il 34enne guardava l’agghiacciante scena. Terminata la lunga serie di violenze, i tre se ne sono andati, abbandonando la ragazza sul posto. Lei è riuscita a raggiungere la strada e a chiedere aiuto. Dopo i primi soccorsi, la giovane è stata accompagnata a casa e il giorno dopo si è recata alla polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Fermo per denunciare i suoi aggressori.

L’indagine si è sviluppata sui pochi elementi forniti dalla vittima: un numero di targa incompleto e la descrizione di quello sconosciuto che per primo l’ha avvicinata. I poliziotti si sono infiltrati in quel torbido universo sotterraneo e hanno iniziato a raccogliere informazioni su quell’ambiente. Partendo dalla descrizione del violentatore, è venuto fuori il nome di S. H.. Una volta identificato il primo stupratore, il numero di targa della sua auto è stato confrontato con quello incompleto fornito dalla vittima. A incastrare l’aggressore è stato il riconoscimento fotografico. Per lui sono scattate le manette, gli altri due, anche loro riconosciuti dalle foto, sono stati denunciati a piede libero.

NON È la prima volta che si consumano delitti inquietanti in quella zona. Contrada Gabbie di Porto Sant’Elpidio è un posto isolato con un tratto di spiaggia che da molti anni è ritrovo di guardoni, omosessuali ed escort. È di qualche anno fa il ritrovamento del cadavere senza vestiti di un insospettabile imprenditore maceratese, morto durante un rapporto sessuale. Un decesso ancora avvolto dal mistero.

di Fabio Castori

Fonte Il resto del Carlino