Vitalizi, lo strano caso di Fiorito. Bonifico a vita se non arriva la condanna

fioritoRoma, 6 luglio 2014 – «Speriamo che la sentenza venga ribaltata in appello» dichiarò Franco Fiorito il 27 maggio del 2013, quando il giudice per l’udienza preliminare lo condannò per peculato a tre anni e quattro mesi per essersi appropriato di una sostanziosa fetta (1 milione e 400mila euro) dei fondi del gruppo del Pdl. La speranza di Fiorito di essere assolto nei successivi gradi di giudizio ha un valore aggiunto: circa 4.000 euro al mese.

Sì, perché se Batman, l’uomo simbolo dello scandalo dell’uso allegro dei soldi nel Lazio (ma per la verità in quasi tutte le regioni), non sarà condannato in via definitiva, presto avrà diritto anche lui all’agognato vitalizio. In altri termini: l’ex capogruppo del Pdl alla Pisana la prossima settimana festeggerà il suo quarantatreesimo compleanno. Significa che tra sette anni – quando diventerà uno «splendido cinquantenne» – riceverà ogni mese un bonifico dalla Regione Lazio. E lo riceverà per tutta la vita, perché un vitalizio è come un diamante, è per sempre.

Per la verità l’assemblea regionale, quando ha abolito i vitalizi per i consiglieri in carica, è intervenuta sul caso Fiorito. Il 22 giugno 2013 ha approvato anche l’articolo 8 della legge collegata al bilancio: prevede che, in caso di condanna passata in giudicato per reati contro la pubblica amministrazione, un consigliere regionale perda il diritto al vitalizio.

«Fatto sta – osserva Valentina Corrado, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – che se per un qualsiasi motivo Fiorito non sarà condannato in via definitiva, avrebbe diritto il vitalizio ad appena 50 anni». La lista di coloro che ogni mese ricevono il vitalizio per incarichi ricoperti in passato in Regione o in consiglio regionale è molto lunga e, in data 31 dicembre 2013, arrivava a quota 267. Nell’elenco c’è (legittimamente, sia chiaro) la storia della politica del Lazio. Gli ex presidenti della Regione, ad esempio: Piero Marrazzo, tornato al suo lavoro di giornalista, riceve ogni mese un vitalizio di 3.187 euro netti. Piero Badaloni, giornalista anch’egli, presidente della Regione dal 1995 al 2000, ha un assegno più sostanzioso, 5.168 euro mensili.

Altro ex presidente, tornato sulle prime pagine giornali perché arrestato nel corso della maxi inchiesta sui rifiuti, è Bruno Landi, oggi braccio destro di Cerroni, in passato governatore del Lazio per il Psi (dal 1987 al 1990): per lui, classe 1939, la «pensione» è di 5.286 euro mensili. Altro storico presidente della Regione Lazio: il viterbese Rodolfo Gigli, governatore per la Dc dal 1990 al 1992 e consigliere anche nella scorsa legislatura. Per lui l’assegno mensile garantito dal vitalizio è di 5.985 euro. Nell’elenco non compaiono né Polverini, né Storace poiché la prima è parlamentare, il secondo è consigliere regionale in carica.

Fonte Il Messaggero