Perseguita la ex, operaio in carcere

donna arrabbiataGrosseto, 7 luglio 2014 – IL TORMENTO non era finito neanche dopo il primo arresto e l’inizio del processo che si era già aperto per le accuse di maltrattamenti in famiglia e stalking. Lui continuava a perseguitarla e lei, proprio durante una delle udienze, ha mostrato direttamente al giudice i messaggi che il suo ex continuava a mandarle nonostante nei suoi confronti fosse stato sancito l’obbligo di non contattarla e di non avvicinarla in alcun modo. Visto che non c’era modo di arginare le sue moleste attenzioni, nei suoi confronti è stato emesso un nuovo ordine di custodia cautelare in carcere e l’uomo, adesso, si trova rinchiuso in una cella della struttura di via Saffi.
Una brutta storia, una brutta storia che si aggiunge alle tante simili e che, purtroppo, sembrano non avere fine.
La storia sentimentale fra i due inizia e va avanti per circa tre anni. Non si sposano, ma convivono e durante questo periodo nasce pure un bambino. Poi qualcosa non funziona più e inizia un periodo difficile, soprattutto per la donna che ad un certo punto decide di raccontare la sua storia ai carabinieri.

E’ UNA STORIA fatta di angherie, minacce, di un uomo che non riesce ad accettare la fine del rapporto sentimentale. Il racconto e le prove a sostegno delle parole della donna convincono il magistrato a chiedere l’arresto dell’uomo, un boscaiolo italiano di 54 anni. Resta in cella un po’ di tempo, poi il giudice concede gli arresti domiciliari e successivamente viene meno anche questa misura cautelare. Inizia il processo e l’uomo, però, torna alla carica. Dal suo cellulare partono sms diretti alla ex compagna e poi si spinge oltre: la pedina, si fa vedere nei pressi dell’abitazione di lei e anche del luogo di lavoro.

LA DONNA si sente minacciata di nuovo e approfitta di una delle udienze fissate per discutere proprio di questa situazione e mostra al giudice il suo telefonino dove ha conservato i messaggi ricevuti. Aggiunge il racconto dei pedinamenti e della presenza del suo ex nei luoghi da lei frequentati e la decisione appare scontata: l’emissione di un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il compito di eseguirla viene affidato ai carabinieri della stazione di Civitella Marittima che riescono a rintracciare l’uomo (operazione non semplicissima, perché lui di fatto è senza fissa dimora) e a notificargli il provvedimento. Sono loro, quindi, ad arrestarlo e a condurlo in via Saffi dove si trova adesso.

di Luca Mantiglioni

Fonte La Nazione