Abbonamenti anche dopo il fallimento, denunce alla palestra dei vip

la-palestraRoma, 8 luglio 2014 – Sono tanti e agguerriti, pronti a scatenare una guerra giudiziaria senza esclusione di colpi nei confronti di Rosetta Francesconi, la titolare della Roman Sport Center, la palestra di lusso situata nel cuore di Villa Borghese, frequentata dalla Roma bene e da personalità del mondo dello spettacolo, e chiusa per fallimento quattro giorni fa. L’accusa mossa da un centinaio di soci del centro fitness di via del Galoppatoio è quella di truffa.

Perché, a quanto sembra, la proprietaria dell’impianto avrebbe continuato a proporre a una sfilza di clienti di sottoscrivere abbonamenti e nuove iscrizioni, pur sapendo di essere prossima al dissesto. La vicenda presto verrà sottoposta ai magistrati di piazzale Clodio: l’avvocato Massimo Lauro, socio della palestra da più di vent’anni, ha deciso di raccogliere il malcontento di chi, come lui, oggi si sente beffato. In queste ore è al lavoro, gratuitamente, per stilare una denuncia da presentare in Procura e racconta di essere già stato contattato da un centinaio di persone decise a procedere per vie legali. «Questo è solo l’inizio – ha dichiarato il penalista – il numero dei soggetti offesi potrebbe crescere».

E non è difficile crederci: basta pensare che la Roman, che oltre alla palestra di Villa Borghese gestiva anche un centro a largo Somalia, anche questo chiuso per fallimento, in toltale conta almeno 4 mila iscritti. A quanto sembra, la società è fallita lo scorso 8 maggio, ma nonostante il crack la proprietaria avrebbe continuato a procedere con i tesseramenti. C’è chi racconta di avere aderito ad un’offerta dell’ultimo minuto, sottoscrivendo, solo una decina di giorni fa, un abbonamento triennale scontato, costato circa 1600 euro. A spingere i soci verso l’azione legale sarebbe una questione di principio, più che la speranza di ottenere un rimborso.

I DIPENDENTI
Un altro problema da risolvere è quello dei dipendenti che, dopo la chiusura del centro sportivo sono rimasti in mezzo alla strada. Tra l’impianto di Villa Borghese e quello di largo Somalia, i lavoratori che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza uno stipendio sono una settantina. «Abbiamo appuntamento con un avvocato, che ci darà indicazioni su quello che dobbiamo fare – racconta Francesco, che lavorava dietro al bancone del bar della Roman – se non avremo altra scelta dovremo passare anche noi per vie giudiziarie».
Per i clienti della palestra dei vip, la doccia fredda è arrivata quattro giorni fa, quando si sono presentati al centro fitness e hanno trovato i lucchetti posti all’ingresso: gli ufficiali giudiziari e il curatore fallimentare nominato dal giudice hanno reso noto il fallimento della Roman, sbarrando le entrate e lasciando tutti quanti fuori dalla porta.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Non c’è solo chi ha deciso di procedere penalmente, ma anche chi ha fatto appello direttamente al Comune. Un folto gruppo di abbonati si è infatti riunito ieri per costituire un comitato che si occuperà di colloquiare con le istituzioni e ha già pronta una proposta da fare al sindaco: i soci intendono sanare personalmente i debiti della Roman e occuparsi della gestione del centro.

di Michela Allegri

Fonte Il Messaggero