Gratteri avverte: “La ‘ndrangheta ha sfidato il Papa, ora può succedere di tutto”

Nicola-Gratteri-ministro-Giustizia-governo-Renzi-38 Luglio. – La scelta di campo deve essere netta, senza se e senza ma. E deve riguardare tutti, anche i vescovi e i preti calabresi”: le parole di Papa Francesco vanno intese come un “ordine”, per questo sarebbe necessario «sospendere» le processioni se c’è il sospetto di infiltrazioni. Non ha dubbi Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, in due colloqui con il Messaggero e con il Fatto Quotidiano dopo l’episodio dell’inchino di Oppido Mamertina.

“La ‘ndrangheta ha sfidato ufficialmente il Papa e si va allo scontro o si cerca la mediazione. Può succedere di tutto”.

Tuttavia c’è anche la possibilità che le ‘ndrine “tentino di recuperare il dialogo mediando con i preti compiacenti”, “i mafiosi sono molto generosi coi prelati. E grandi donazioni comprano appoggi importanti”. “Finalmente dopo un secolo e mezzo abbiamo un Papa che ha avuto il coraggio di scomunicare i mafiosi“, sottolinea, e la Chiesa deve cambiare passo: “Non dico che abbiamo una Chiesa collusa, ma che ci sono preti collusi e preti coraggiosi”.

E’ come sempre lucida e precisa l’analisi di Gratteri: “La ‘ndrangheta – afferma – si nutre di consenso popolare. Il mafioso ama farsi vedere vicino al prete e al vescovo perchè questa è una forma di esternazione del potere”. Ora il Papa “è venuto e ha posto un diktat. Non solo per i mafiosi. Mi auguro che tutti, a questo punto, siano coerenti con l’ordine”.

Fonte: Today