La spending review degli italiani, meno carne a tavola e meno vestiti

carrello-spesa-640x3618 luglio 2014 – Gli italiani tagliano le spese. Alle prese con la crisi economica, mettono in atto una vera e propria ‘spending review’ riducendo gli acquisti, dal cibo ai vestiti . Nel carrello della spesa di oltre sei famiglie su dieci finiscono così meno prodotti o di qualità più bassa. E soprattutto portano meno carne sulle tavole.

Secondo quanto rivela l’Istat, infatti, nel 2013 la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.359 euro (-2,5% rispetto all’anno precedente). La spesa per alimentari è sostanzialmente stabile, passa da 468 a 461 euro, nonostante la diminuzione significativa di quella per la carne (-3,2%) e la messa in atto di strategie di contenimento della spesa: si evitano i prodotti di marca, abbandonando così il tanto apprezzato ‘made in Italy’, per acquistare negli hard discount. La quota di famiglie che ha ridotto la qualità o la quantità dei generi alimentari acquistati è passata dal 62,3% del 2012 al 65% del 2013. Ed è cresciuta anche quella che si rivolge all’hard discount (dal 12,3% al 14,4%).

Cala del 2,7% anche la spesa per beni e servizi non alimentari, che si attesta su 1.898 euro mensili medi: in cima alla classifica dei tagli ci sono le voci abbigliamento e calzature (-8,9%), quelle per tempo libero e cultura (-5,6%) e quelle per comunicazioni (-3,5%). Quanto alla geografia del risparmio, il Trentino-Alto Adige, in particolare la provincia di Bolzano, è la regione con la spesa media mensile più elevata (2.968 euro), seguita dalla Lombardia (2.774 euro). Fanalino di coda, anche nel 2013, la Sicilia, con una spesa media mensile di 1.580 euro (circa 1.400 euro inferiore a quella del Trentino-Alto Adige).

Fonte Adnkronos