La disfatta del Brasile batte il record mondiale di tweets

Semi final - Brazil vs Germany9 luglio 2014 – La disfatta del Brasile con la Germania ai mondiali di calcio, peggior sconfitta di un paese ospitante in 100 anni di storia del calcio, ha scatenato una ridda di commenti e post sui social network sino a battere un record: quello di evento con più commenti tweets della storia con oltre 580.000 cinguettii nello spazio di un solo minuto (e il minuto in questione è quello coincidente col ventinovesimo del primo tempo, momento del quinto goal tedesco realizzato da Khedira).

Intanto il Brasile è sotto chock, la presidente Dilma Roussef s’è affidata ai Social network per incitare i suoi concittadini a non lasciarsi andare allo scoramento. “Come tutti i brasiliani sono molto, molto triste per la sconfitta – ha scritto su Twitter la presidente – mi dispiace immensamente per tutti noi, per i tifosi, per i giocatori”. “Ma non dobbiamo abbatterci”, ha aggiunto Rousseff, chiedendo ai brasiliani di alzare la testa, citando i versi di una famosa samba, “Volta Por Cima”, del compositore brasiliano Paulo Vanzolini.

Ma il giudizio di tutta la stampa brasiliana è unanime: con la Germania “Umiliazione storica” dopo la sconfitta per 7-1. “La più grande vergogna della storia”, ha titolato l’edizione online del quotidiano sportivo Lance, aggiungendo che “la carismatica Germania ha dimostrato tutto il suo sangue freddo contro una Selecao brasiliana statica, che ha battuto 7-1 in un stadio Mineirao che si è inchinato agli europei con applausi e urla Olé”.

“La sconfitta più pesante”, ha titolato il sito di informazione G1 del quotidiano O’Globo di Rio, sottolineando che “la Selecao ha assistito al calcio di una squadra tedesca molto forte, durante un pomeriggio indimenticabile”.

“Umiliazione storica” è il titolo dell’edizione digitale del giornale O Estado di San Paolo, che evidenzia come, perdendo 7-1 con la Germania, “il Brasile ha subito la sua sconfitta più pesante” in Coppa del mondo.

“MASSACRO!”, si legge invece, tutto in maiuscolo, sulla homepage dell’edizione online del prestigioso quotidiano Folha di San Paolo.

Dal Maracanazo del 1950 al Minerazo del 2014. Lacrime, fischi, insulti, un dramma nazionale. Contro l’Uruguay, nella finale di casa, fu una sconfitta di misura, 2-1 a Rio de Janeiro. Contro la Germania è stata una umiliazione a Belo Horizonte: 7-1, mai accaduto in una semifinale mondiale.

Esito troppo severo per il Brasile, come nelle peggiori telenovelas. Sono passati 64 anni e del Maracanazo ancora se ne parla. Questa sconfitta passerà di generazione in generazione. Se la memoria sarà più o meno la stessa arriverà indenne fino al 2100.

Il Brasile per vedere la partita si è fermato in raccoglimento, ha pregato, ha sperato. Ma l’illusione della qualificazione alla finale è durata giusto il tempo dell’inno cantato a squarciagola e dei primi minuti giocati più con l’emozione che con la testa. Dopo poco più di venti minuti tre schiaffi per il risveglio: Muller, Klose, Kroos e siamo 3-0. La prima finalista è già decisa. Ma non finisce qui. Ancora Kroos e Khedira e siamo 5-0. E’ solo il risultato del primo tempo. Perché nel secondo Schurrle ed ancora Schurrle portano la Germania sul 7-0. Oscar chiude il risultato 7-1.

Poi lacrime, tante lacrime, quelle di uno stadio che lascia uscire i giocatori tra una bordata di fischi. Scolari li riunisce a centrocampo. ôAvete giocato con il cuoreö dice. Julio Cesar gli fa eco: ôSpiegare l’inspiegabile è difficile û dice û Stava andando tutto bene e il popolo era con noi. Ora tutti parleranno, chiederanno scusa, ringrazieranno i tifosi ma la sconfitta è forte. C’è stato una sorta di black out che nessuno auspicava. Io ho le mie colpe. Avrei preferito perdere 1-0 con un mio errore che così. Ma so che tutti i giocatori del Brasile sapranno rialzare la testa. Abbiamo passato un momento complicato ma ringrazio Dio di aver giocato il mondiale nel mio paeseö.

Fernandinho si porta le mani al viso, David Luiz perde lo sguardo nel vuoto. ôVolevo solo vedere la mia gente sorridere û dice – La mia gente già soffre per tanti motivi. E’ una giornata triste. Nella mia vita ho imparato a far tesoro di tutti i momenti. Lo farò anche con questo ma non mollerò maiö. Una squadra scollata il Brasile che ha reso ancor più facile il compito alla Germania.

TMNews