Un cartello al giorno per dire: pagatemi. La storia di Tania

Donna-si-SpallePOMARANCE (PI), 9 luglio 2014 – Tutti i giorni Tania Umarova, 37enne, ex receptionist dell’hotel Pomarancio, si presenta all’albergo dove fino a poco tempo fa lavorava con la busta paga in mano e chiede di essere pagata. Di più: si presenta mostrando un cartello con un cartello appeso al collo, ragion per cui la sua protesta non è passata inosservata nel paese. «Sarò davanti all’albergo tutti i giorni finchè non avrò i miei soldi» dice.

Dallo scorso aprile Tania, affiancando il suo destino a quello di altri cinque colleghi dell’hotel, ha lasciato il posto di lavoro perché non veniva pagata. «La situazione era diventata insostenibile – spiega – non solo l’azienda è in ritardo con i pagamenti degli stipendi da vari mesi, ma i rapporti con il personale erano diventati difficili, con problemi di comunicazione e di organizzazione, nonché con una continua mancanza di rispetto degli orari». Dopo aver fatto vertenza, la donna però ha deciso di organizzare una sua personale protesta. Che consiste semplicemente nel presentarsi ogni giorno davanti al proprio ex luogo di lavoro e, buste paga alla mano, chiedere quegli stipendi che ancora deve percepire. «Vorrei solo avere i miei soldi, solo questo, sono due mensilità più la liquidazione, oltre duemila euro. E proseguirò questa pacifica protesta finché posso, perché non ho nulla da nascondere, voglio solo giustizia, ho intenzione anche di rivolgermi alla tv».

«Fui assunta al “Pomarancio” a luglio 2012 – ricorda – e percepivo 500 euro per occuparmi della reception dalla 7 alle 11 della mattina, con il lunedì libero. Preparavo anche le colazioni, apparecchiavo, sparecchiavo, più check in, check out prenotazioni. I rapporti erano buoni».

Tania all’epoca aveva da poco partorito il suo secondo figlio, e stava mettendo su quella che è la sua attuale “famiglia italiana” col compagno Claudio, di Pomarance. «All’inizio le cose andavano bene, il bambino potevo lasciarlo alla mamma del mio compagno, non dovevo prendere la macchina ed ero vicinissima a casa, e dato che l’ambiente di lavoro era buono facevo anche delle ore in più senza pretendere nulla». «Duemila euro sono tanti soldi dalle mie parti. Continuerò a presentarmi tutti i giorni davanti all’albergo finché non avrò ottenuto il mio obiettivo».

di Gianni Bianchi

Fonte Il Tirreno