Donna incinta al nono mese uccisa: legale, marito innocente colpevole e’ la sua amante

savalli purpuraTrapani, 10 lug. – “Ho guardato negli occhi Salvatore Savalli chiedendogli se fosse innocente e mi ha sempre risposto ‘non sono stato io’. Non ha ucciso lui Maria Anastasi, ma Giovanna Purpura”. Lo ha detto nella sua arringa difensiva davanti alla Corte d’Assise di Trapani, l’avvocato Cinzia Pecoraro, difensore dell’operaio imputato con l’ex amante dell’omicidio della moglie, Maria Anastasi, uccisa al nono mese di gravidanza e bruciata nelle campagne trapanesi il 4 luglio 2012. “Savalli -ha proseguito l’avvocato- e’ una persona che non riesce a manifestare i suoi sentimenti, ma cio’ non vuol dire che sia quel mostro che la cronaca e alcuni testi ci hanno descritto. Ha subito maltrattamenti da piccolo e aveva un carattere influenzabile dalle donne”. Secondo la tesi difensiva, si e’ trattato di un omicidio d’impeto commesso con gli strumenti di fortuna trovati sul posto. “Savalli e’ una vittima alle dipendenze di Purpura – ha sostenuto il legale – non ha avuto nemmeno un ruolo in questo omicidio. Forse il favoreggiamento ammesso che sia una persona capace di intendere e volere, ma a mio parere non lo e'”. Giovanna Purpura viveva a casa della famiglia Savalli prima del delitto ed e’ li’, per il difensore, che va ricercato il suo movente. “Era una donna senza progettualita’ – ha detto l’avvocato – e voleva prendere il posto di Maria Anastasi nella casa di Salvatore per farsi mantenere da lui. In piu’ nutriva un odio forte verso la vittima la quale litigava col marito perche’ lei non aiutava in casa. Purpura e’ l’unica persona ad avere un movente in questa storia”. Il difensore ha evidenziato diversi elementi da lui ritenuti “dubbi” e “inverosimili” nella vicenda. “Sui pantaloni – ha osservato – e sulle scarpe di Savalli sono state riscontrate solo piccole tracce ematiche, ma se fosse stato lui a colpire la moglie lo avrebbe dovuto investire un fiume di sangue. E com’e’ possibile invece che Purpura sia intonsa nonostante sostenga di avere abbracciato la vittima al momento del delitto? C’e’ inoltre un buco nero riguardo all’abbigliamento della Purpura, nessuno ricorda come fosse vestita”. Secondo Pecoraro “non e’ neppure verosimile che Savalli compri tutti gli strumenti prima e che si faccia consegnare dal figlio i guanti e il bidoncino di benzina. Solo un pazzo puo’ organizzare un omicidio in questo modo”.
  L’avvocato ha altresi’ evidenziato “il ritrovamento sul posto di una cicca di sigaretta su cui sono state rilevate tracce di dna appartenenti a un soggetto maschile allo stato ignoto”.
Fonte: AGI