Tentata truffa allo Stato, assolti i due poliziotti della scorta di Belsito

scorta-auto-2Genova, 10 Luglio – Il giudice del tribunale di Genova ha assolto dal reato di tentata truffa allo Stato i due poliziotti addetti al servizio scorte dell’ex tesoriere della LegaFrancesco Belsito, perché il fatto non sussiste.

Uno dei due è stato condannato a nove mesi con la condizionale per il falso ideologico di uno dei tre documenti contestati. L’episodio risale al giorno di Natale 2011. Secondo l’accusa i due, caposcorta e autista, avrebbero attestato falsamente di avere svolto lo straordinario perché erano a disposizione di Belsito che, invece, avrebbe disdetto il servizio. Sempre secondo il pm sul registro degli automezzi sarebbe stato annotato un certo chilometraggio per l’utilizzo dell’auto che non sarebbe stata adoperata.

Il processo ai due poliziotti, difesi dagli avvocati Alessandro Vaccaro e Nicola Scodnik, si è svolto davanti al giudice monocratico Lucia Vignale. Secondo l’accusa sostenuta dal pm Massimo Terrile, i poliziotti, di turno dalle 8 alle 14, avrebbero annotato sul foglio di servizio che il loro turno si era prolungato di quattro ore, dalle 14 alle 18, per una prestazione che non sarebbe stata effettuata ed erano così entrati in straordinario per circa 60 euro lorde. In udienza i due imputati avevano riferito di avere fatto lo straordinario perché erano a disposizione di Belsito dovendo aspettare una sua telefonata e avevano spiegato di avere compilato i moduli di servizio attestando le ore di straordinario realmente effettuate.

Nell’ottobre scorso Belsito aveva deposto come testimone e aveva riferito che quel giorno sarebbe dovuto andare a fare gli auguri al segretario politico del suo partito e per questo aspettava una telefonata che poi non ci fu. Aveva spiegato che il giorno prima aveva detto alla sua scorta che, se l’indomani non fosse stata avvisata entro le 17-18, poteva considerarsi libera. I due difensori, all’esito della sentenza, hanno commentato: «Siamo soddisfatti per il risultato ottenuto. Residua ancora un’ombra di responsabilità per uno dei due poliziotti che, siamo certi, potrà essere cancellata in grado d’appello».
Fonte: Il Secolo XIX