Che cognome diamo ai figli? Saranno i genitori a scegliere

bambiniROMA, 11 luglio 2014  – Adesso la libertà di scelta sarà totale. Nasce un bimbo? Potrà avere il cognome del padre, o della madre, o di tutti e due, secondo un criterio di scelta che non metterà mai più in primo piano l’obbligo del cognome paterno. Così ha deciso ieri la commissione Giustizia della Camera. In questa maniera arriverà in Aula lunedì prossimo un testo frutto di una unificazione certosina: ci sono i diversi disegni di legge di origine parlamentare, ma anche il decreto del precedente governo che era stato approvato nel gennaio scorso.

Già con quel decreto governativo si aboliva il primo tabù (sulla spinta di una sentenza della Corte di Strasburgo che ci aveva redarguito in tema di diritti civili) dell’obbligo univoco del cognome paterno per i figli. Ma questa volta si è andati molto più avanti.
Questa volta, addirittura, un figlio maggiorenne potrà decidere di aggiungere il cognome materno al suo attuale: gli basterà fare una semplice dichiarazione all’ufficiale di stato civile. Con un solo limite: se nato fuori dal matrimonio non potrà prendere il cognome del genitore che non lo ha riconosciuto.
Questa volta i genitori di un bimbo potranno decidere di dare un cognome o l’altro o tutti e due. E nel caso non ci dovesse essere accordo fra i due genitori il figlio avrà tutti e due i cognomi e l’ordine sarà, semplicemente, quello alfabetico.
«L’obbligo del cognome paterno è il simbolo di un retaggio patriarcale fuori dal tempo», ha commentato Donatella Ferrante, del Pd, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, ricordando la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, il 7 gennaio di quest’anno. Aggiunge, perciò: «Il testo che andrà in Aula lunedì prossimo è un atto dovuto che ci pone finalmente in linea con gli altri Paesi europei».

 Il testo approvato ieri prevede norme anche per i figli adottati: vale anche per loro. Nel senso che i coniugi decidono in maniera concorde un cognome (uno soltanto) da anteporre a quello originario. E anche in questo caso, se l’accordo non c’è, varrà l’ordine alfabetico.

E cosa succede ai figli dei figli che hanno un doppio cognome? Per evitare la moltiplicazione esponenziale la legge decide che si potrà trasmettere soltanto uno dei due cognomi, a scelta dell’interessato.
Il testo dovrà andare in Aula lunedì e poi verrà trasmesso al Senato. L’iter potrebbe essere anche veloce, volendo pure prima dell’estate. Con un «ma»: queste norme non saranno immediatamente operative. L’applicazione è infatti subordinata all’entrata in vigore del regolamento che deve adeguare l’ordinamento dello stato civile. È compito del ministero dell’Interno che ha tempo un anno per provvedere.

di Alessandra Arachi

Fonte Il Corriere della Sera