Il bus senza autista debutta in Italia. E’ il primo esperimento in Europa

Bus-senza-autista1Oristano, 11 luglio 2014 – I sindacati degli autoferrotranvieri lo guardano con sospetto. Lo studiano come se fosse un nemico. I turisti che passeggiano sul lungomare, invece, sono molto incuriositi e per un giro gratuito sul primo bus senza conducente c’è chi è corso subito a prenotarsi. A bordo c’è posto per dodici persone, ma i mezzi che entrano in servizio nella borgata marina di Torregrande sono due: vanno e vengono tutto il giorno, senza saltare una sola fermata. Il sistema, dicono gli ingegneri, è privo di rischi: gli apparati di sicurezza sono sofisticati e in grado di bloccare le ruote all’istante, anche quando l’ostacolo si presenta all’improvviso. I bambini che scorrazzano in bicicletta tra le bancarelle vicino alla spiaggia non rischiano di essere travolti. Ma i genitori è meglio che non si distraggano troppo.

 Gli autobus automatici debuttano in Sardegna. Dalla spiaggia di Torregrande, frazione marinara di Oristano, parte la sperimentazione europea che ha come obiettivo l’Expo 2015. Prima di arrivare a Milano, per accompagnare i visitatori alle varie esposizioni, CityMobil attraverserà le strade di Léon in Spagna, di La Rochelle in Francia e anche di Losanna. «Questi che entrano in servizio oggi sono i primi autobus completamente automatici che operano in un ambiente reale, dove ci sono i pedoni o le auto – spiega l’ingegner Luca Guala, coordinatore della sperimentazione sarda del progetto CityLab2 – In altre parti del mondo vengono utilizzati da tempo mezzi senza conducente, ma sempre all’interno di circuiti dedicati e protetti».

 Il progetto che raggiunge ora la sua prima tappa si chiama CityMobil2: ha cinquanta partner in tutta Europa ed è cofinanziato dall’Ue con i fondi del Programma quadro per la ricerca e l’innovazione. Il coordinamento della sperimentazione è affidato al Centro trasporti e logistica della Sapienza di Roma, in questo caso si avvale della collaborazione della società MLab di Cagliari e del Comune di Oristano. «Questo è un progetto che rientra nella nostra idea di città sostenibile – sottolinea l’assessore ai Trasporti, Filippo Uras – e che si affianca al grande master plan ciclo-pedonale che interessa tutta l’area vasta intorno al capoluogo».

 Il volante dei due bus automatici è affidato a un apparato Gps integrato che è in grado di rispettare al centimetro la traiettoria studiata dai tecnici. E tutto il sistema di sicurezza, quello che permetterà ai bus di fermarsi per evitare pericolosi incidenti, è legato a un scanner laser bidimensionale capace di rilevare qualunque anomalia sul percorso. «Se c’è un ostacolo il mezzo rallenta all’istante – sottolinea l’ingegnere – Sul lungomare di Torregrande, dove c’è tanta gente che va e viene, i bus viaggiano ad appena dodici chilometri orari, ma in un normale percorso cittadino sono in grado spostarsi alla velocità di quaranta all’ora».

 L’alimentazione è assicurata da alcune batterie ricaricabili collegate anche a un software che tiene sempre sotto controllo i consumi. Quando la carica sta per esaurirsi la velocità si riduce e così il bus è in grado di tornare alla base senza il rischio di fermarsi a metà strada. Tutt’al più non riparte e alla fermata qualcuno attenderà invano.

di Nicola Pinna

Fonte La Stampa