Finta dottoressa ruba gioielli in corsia: truffava anziane con la scusa degli esami

pronto-soccorsoSan Fermo della Battaglia (Como), 12 luglio 2014 – Vestita di bianco pantaloni e maglietta, andava dalle pazienti anziane del Sant’Anna spacciandosi per medico, e cercava di convincerle a consegnarle anelli e altri monili per poi portarle a fare una risonanza magnetica. Tre episodi di tentata truffa in rapida sequenza, per i quali Patrizia Enrica Crosta, 46 anni di Gallarate, è finita in camera di sicurezza, e ieri mattina davanti al giudice per il processo per direttissimo.
Giovedì pomeriggio la truffatrice era intenta a fare il giro dei reparti a caccia di vittime, ovvero donne anziane con le quali sarebbe stato semplice spacciarsi per medico inventando l’esigenza di un esame urgente.

Tuttavia, dopo il primo tentativo andato a buon fine, le due anziane avvicinate successivamente si sono mostrate diffidenti. In parte perché non l’avevano mai notata tra il personale medico, in parte perché quell’esame, improvviso e pomeridiano, non era stato annunciato loro nelle ore precedenti. A notarla per primi, sono stati gli infermieri e gli agenti del servizio di vigilanza interno alla struttura sanitaria, che l’hanno bloccata con l’intenzione di chiederle spiegazioni sulla sua condotta, ma la Crosta ha subito tentato di allontanarsi, raggiungendo l’uscita dove, su una Fiat 500, la aspettavano il suo compagno e un altro conoscente. Contemporaneamente è però stato chiesto l’intervento della Squadra Volante, intervenuta con due pattuglie, che hanno proseguito nel controllo della donna, dei suoi accompagnatori, ricostruendo ciò che era accaduto poco prima nei reparti.

I tre avevano tentato una fuga ma, quando si sono accorti delle telecamere del servizio di sicurezza che avevano ripreso tutto, si sono fermati e consegnati al capoturno della vigilanza. Si è così arrivati a ricostruire la prima truffa, avvenuta all’ospedale di Lecco, dove era riuscita a sottrarre a un’anziana degente: una fede nuziale e un anello in oro giallo, trovati nel portaoggetti dell’auto.

La donna giovedì sera ha riconosciuto i suoi anelli, e anche la Crosta come autrice del raggiro realizzato lo scorso 17 giugno. Accompagnata in Questura a Como assieme ai due conoscenti, la quarantaseienne è stata arrestata con le accuse di tentata truffa aggravata e ricettazione, in concorso con il compagno e il conoscente che era con oro. Tuttavia i due uomini sono stati denunciati a piede libero, ma per tutti e tre è stato emesso un foglio di via obbligatorio. Ieri mattina la Crosta, dopo aver passato la notte in camera di sicurezza, è comparsa davanti al giudice monocratico per il processo direttissimo. Dopo la convalida dell’arresto, è stata rimessa in libertà, ma con obbligo di dimora a Gallarate, dove risiede. Il processo proseguirà il 3 settembre.

Fonte Il Giorno