Genitori inadeguati? Giudice può nominare un curatore speciale

Giudice12 Luglio. – Quando i genitori sono temporaneamente inadeguati a tutelare la posizione del figlio minore e si ravvisi un conflitto di interessi tra minore e genitori, può essere nominato d’ufficio al minore un curatore speciale, ai sensi dell’art. 78 c.p.c., che lo rappresenti nel giudizio pendente in cui si discute dei suoi diritti. Ciò è possibile perché il minore è portatore di propri interessi ed è da considerarsi parte in senso sostanziale del procedimento.

Il Tribunale di Milano (decreto del 15 maggio 2014), ancora una volta esempio di accurata attuazione dei principi derivanti dalle nuove norme nazionali e comunitarie, utilizza lo strumento della nomina di un curatore ex officio, per un minore coinvolto in un procedimento relativo al suo affidamento.

I genitori non appaiono in grado di comunicare tra loro in modo costruttivo e positivo nell’interesse del figlio, e di seguirlo nel percorso di sostegno psicologico già disposto a causa dei gravi disagi manifestati dallo stesso a scuola e in famiglia. Sia i genitori che il figlio, sono seguiti da una struttura specializzata per il sostegno psicologico. Pur ritenendo di non emettere un provvedimento limitativo della responsabilità genitoriale nell’interesse del minore, il Tribunale evidenzia la necessità che sia una persona terza a curare gli interessi del bambino, una persona che possa essere garante delle sue necessità nella fase del cambiamento familiare.

In base alla normativa comunitaria e alla nuova legge di riforma della filiazione, il minore è considerato portatore d’interessi propri ed è qualificabile quindi come parte sostanziale del processo. Ne deriva che nelle ipotesi di conflitto di interesse con i genitori, la sua tutela può avvenire concretamente solo se il minore è autonomamente rappresentato e difeso anche in giudizio.

Già da tempo la giurisprudenza aveva espresso questo principio, individuando nell’art. 78 c.p.c. una norma generale, che autorizza il giudice a procedere d’ufficio alla nomina del curatore speciale tutte le volte in cui ravvisi un potenziale conflitto di interesse del figlio con i genitori (Cass. Civ. 21 ottobre 2009, n. 22238Cass. Civ. 15 maggio 2013 n. 11687, Cass. Civ. 11 dicembre 2013 n. 27729)

Lo conferma la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 83/2011, e la Convenzione di Strasburgo del 1996, ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge n. 77/2003, la quale stabilisce che, nei procedimenti riguardanti un minore, l’autorità giudiziaria ha il potere di designare un rappresentante speciale che lo rappresenti.

E’ da segnalare, inoltre, che la nomina di un rappresentante del minore è stata resa obbligatoria nei procedimenti de potestate, dalla Legge n. 149/2001 – entrata in vigore solo nel luglio 2007 – che ha modificato l’art. 336 c.c. prevedendo l’assistenza di un difensore sia per i genitori che per i figli, nel giudizio di decadenza o affievolimento della potestà.

Altre norme che prevedono la nomina di un curatore speciale per il minore, sono l’art. 244 c.c. per l’azione di disconoscimento della paternità, l’art. 264, 2° comma, c.c. per l’impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità da parte del riconosciuto, l’art. 273 c.c. nell’azione per la dichiarazione di paternità o maternità naturale e l’art. 320 c.c.ultimo comma, in caso di conflitti di ordine patrimoniale tra figli e genitori che esercitano la responsabilità genitoriale.

Nel procedimento pendente presso il Tribunale di Milano, viene pertanto nominato un curatore speciale avvocato che dovrà costituirsi in giudizio per il minore e rappresentarlo curando esclusivamente i suoi interessi.

(Altalex, luglio 2014. Nota di Giuseppina Vassallo)