Giovani e sbronzi: sesso sfrenato in strada come in un film porno

Aperture-notturne-del-Battistero-a-Firenze-Florence-Parking-dove-parcheggiare-a-FirenzeFirenze, 12 luglio 2014 – SARA’ CHE questa estate somiglia più a una primavera quando gli ormoni si risvegliano dopo il torpore invernale. Fatto sta che forse sotto le lenzuola certe esibizioni avrebbero avuto di certo più garbo. Scene dal film ‘ultimo porno’ a Firenze. E ‘Bocca di Rosa’, come la voleva De’ Andrè, di stazione in stazione, sembra essere arrivata a destinazione. Firenze di nuovo teatro di performances sessuali in strada. Gli scatti sono bollenti, ben oltre le normali effusioni in strada.
Una coppia, per niente discreta, è stata ‘beccata’ da alcuni passanti a fare sesso in strada, per la precisione in via Montebello, con vista su piazza Ognissanti.
E’ successo nella notte tra giovedì e venerdì, sotto le finestre dei residenti, accanto ad alcuni degli alberghi più lussuosi della città, scelti molto spesso per il soggiorno fiorentino da personaggi illustri e vip. Siamo in pieno centro storico, ma come dire, di fronte alla passione, parbleu, non c’è freno che tenga.

PIAZZA OGNISSANTI, esterno notte. Ore 23. 52. I gemiti a poco a poco aumentano. Urla e sospiri si fanno più intensi. Poi diventano ritmici. Qualcuno si affaccia alla finestra. «Sta male?» chiede alla vicina indicando la ragazza sul marcipaiedi. «No, non ti preoccupare», assicura la vicina frugando nei ricordi, «sta bene, sta benone». I più curiosi accendono anche le luci per cercare di capire meglio. Almeno di primo acchito il vocio non sembra giustificato: non ci sono feriti.

A POCO A POCO alcuni passanti si avvicinano. Il colpo d’occhio e, voilà, ecco svelato il mistero: la ragazza ha la gonna completamente alzata ed è in una posizione inequivocabile, il ragazzo sbeffeggia, e come a sberleffo di chi lo sta guardando, lancia un ‘okay’ con la mano. Alcune persone gli urlano di smettere («Roba da matti, domani si va dritto ai carabinieri», sbottano) e di andarsene in un posto più riservato. Qualcuno gli fa pure delle foto. Loro, incuranti, continuano a fare sesso. Avranno avuto poco più di venti anni i protagonisti della notte di follia. E tanto alcol in corpo a far cadere le ultime ‘residue’ inibizioni. Perché a certi ‘slanci d’amore’ non ci si arriva tanto facilmente in piazza. Chi pensava di averle viste tutte in fatto di affronti al cuore della città dovrà ricredersi. Le scene sono hard: le immagini che pubblichiamo valgono più di tante parole. Altri due scatti si aggiungono al folto album delle risate (e delle figuracce) che immortala Firenze, nel suo vestito bello in superficie e, a volte, troppo sporco in profondità. Sembra proprio che ‘lasciarsi andare’ in strada, sotto gli occhi indiscreti, stia diventando quasi una moda. Un perversione che a tanti non pare dispiacere.

LA MEMORIA, infatti, corre veloce a quanto successo sotto gli occhi di Dante in Santa Croce nel luglio 2012: anche in questo caso una coppietta di giovani ubriachi si è ‘lasciata andare’ proprio davanti alla storica chiesa sotto lo sgurdo di una folla di curiosi pronta a fare video e foto. O all’ottobre 2013, in via Fiesolana, quasi all’altezza di piazza San Pierino: anche in questo caso una coppia di giovanissimi, evidentemente sotto l’effetto dell’alcol, si è esibita andare in ‘peripezie erotiche’, con nonchalance a dir poco invidiabile.
Di natura diversa — ma che fanno comunque riflettere — le scene dei mesi scorsi: del senzatetto vietnamita, molto conosciuto a Prato, che ha scambiato piazza Santa Maria Novella per una latrina nel mese di aprile (individuato e denunciato con foglio di via grazie alla denuncia del nostro giornale) o dell’egiziano che si è prodigato in esibizioni ‘autoerotiche’ sul sagrato del Duomo, appena coperto da un giubbotto appoggiato sulle gambe. Anche lui è stato denunciato dalla polizia per atti osceni in luogo pubblico.
Nessun pericolo, ci mancherebbe. Gli episodi sono più grotteschi che pericolosi. Nessun problema di ordine pubblico insormontabile, assolutamente. Soltanto un bellissimo cuore della città che (ahinoi!), per una carrellata di situazioni, finisce per somigliare a una casbah fuori controllo.

 di Rossella Conte

Fonte La Nazione